Giampaolo Pazzini: “Verona in A grazie alla gente. Relax in USA, poi si riparte con la A…”

Pazzini Verona

PAZZINI VERONA – Giampaolo Pazzini, capitano dell’Hellas Verona, grazie anche al suo carisma e alle sue reti, è riuscito a riportare gli scaligeri in A. Proprio il “Pazzo” si è raccontato alla Gazzetta dello Sport:

“Ho fatto tre campionati di B e sono stato promosso tre volte. C’è stata quella con l’Atalanta (2004) al mio debutto, poi la prima col Verona (2017), quando mi sentivo in debito per la retrocessione. Questa è stata la più sofferta, perché da capitano trasmettere il significato di questa città alla squadra senza essere in campo non è facile. E poi per come si era messa… Con il mio “vergogna” (dopo il 3-0 di Cittadella di un mese fa) volevo scuoterci, ho parlato 7-8 volte, quello era l’ultimo tentativo. Ho sempre creduto in questa squadra, che a volte sembrava piatta. Ma sapevo che i playoff sono un’altra cosa. Grosso e Aglietti sono diversi. Fabio ha grandi idee e farà una grande carriera ma la squadra non reagiva più. Aglietti si è subito fatto voler bene e ha tirato fuori l’autostima svanita. Ci aspettavano solo spareggi e di vittoria in vittoria ci abbiamo creduto sempre di più con un calcio più verticale e concreto. I tifosi ci hanno dato una marcia in più. Non so come ringraziarli. Oggi mi godo la festa, poi si vedrà. Qui sto bene, a prescindere dal contratto. Smetterò quando non starò più bene. Lo dirò io per primo. Ma di certo non farò l’allenatore. L’Atalanta in Champions è stata l’impresa dell’anno, hanno sfruttato l’opportunità con un gran calcio. Adesso mi servono due settimane di stop: vado negli Usa, vorrei vedere Ibra nella Mls. Poi si riparte. Obiettivo? Mi mancano 4 goal per fare 200 in carriera, contando tutto”.

bonus
Classe '96. Sono un appassionato di calcio a 360°. Questo sport è il vero e proprio "oppio" dei popoli ed io di certo, non mi sottraggo alla sua forza magnetica. La Serie B è un campionato difficile ma incredibilmente divertente, e poterne scrivere, grazie a questa redazione, mi rende orgoglioso.

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