ESCLUSIVA PSB – Pisa-Ascoli, il doppio ex Menichini: “Sarà una gara tosta. Lucca l’ho visto dal vivo e mi ha impressionato. Sulle turbolenze dei bianconeri…”

ESCLUSIVA PSB PISA ASCOLI MENICHINI – In vista del match di lunedì che mette di fronte Pisa e Ascoli, la nostra redazione ha raggiunto in esclusiva un doppio ex, delle due compagini, ovvero Mister Leonardo Menichini. Ecco le sue parole.

Lunedì si affrontano Pisa ed Ascoli. Da un lato i nerazzurri, nonostante 1 sconfitta e 2 pari subiti a tempo scaduto, sono ancora primi; dall’altro i bianconeri se la passano decisamente peggio con 3 sconfitte nelle ultime 5 gare. Che partita si aspetta?

“Mi aspetto una partita tosta, difficile perché in questa Serie B nulla è scontato: la classifica è molto corta e c’è sempre la possibilità con un filotto di gare in positivo di potersi rilanciare per obiettivi importanti come la Serie A; mentre con qualche risultato negativo ti si spalancano le porte dei play-out. Infatti dall’ottava posizione alla quint’ultima c’è un solo punto a dividere le squadre. Quindi con i confronti diretti da giocare può succedere di tutto. Quelle che al momento devono preoccuparsi di guardarsi dietro, magari fanno una striscia importante e cambiano totalmente prospettiva, entusiasmo, visione societaria e morale della squadra”.

Domanda secca: il Pisa, contando anche su un bomber come Lucca, può conservare il primato fino alla fine?

“Io ho visto dal vivo Ternana-Pisa al Liberati, terminata con la vittoria dei nerazzurri e devo dirti che Lucca mi ha fatto una grande impressione. Parliamo di un giocatore importante che veramente sposta gli equilibri. Chiaramente non può proseguire la marcia di un gol a partita, però è un ragazzo che ormai ha consapevolezza: è stato convocato in Nazionale Under 21 e viene osservato in Serie A e dal CT Mancini. Quindi credo che, senza infortuni o altro, Lucca possa trascinare questa squadra, già solida di suo, allenata da 4/5 anni dallo stesso tecnico. Ci sono, dunque, le basi per poter far bene”.

In casa Ascoli, accanto ai risultati negativi, non si registrano segnali confortanti a livello societario. In ultimo, infatti, sono arrivate le dimissioni del ds Lupo che ha parlato di interferenze fortissime “ai piani alti”. Secondo lei tutte queste turbolenze incidono negativamente su giocatori e allenatore?

“Sicuramente incidono anche se dopo quando mister e giocatori vanno in campo spingono affinché la propria squadra possa dare il meglio. Però è chiaro che se c’è unità di intenti, tutto è chiaro e ognuno ha il proprio ruolo specifico a livello societario, ci può essere qualcosa in più dettato dalla maggiore tranquillità. Comunque – ripeto – quando un professionista va in campo non pensa a quello che succede fuori ma è sempre meglio, come dicevo prima, che queste situazioni non ci siano e tutte le componenti societarie vadano d’amore e d’accordo”.

Anche Perugia, Brescia e Crotone fanno parte del suo passato. In quale piazza si è trovato meglio?

“A Brescia e a Perugia ero collaboratore di Carlo Mazzone e ci siamo trovati benissimo perché eravamo in Serie A e abbiamo allenato grandi giocatori come Roberto Baggio, Pep Guardiola, Luca Toni, Andrea Pirlo ecc. Anche a Perugia avevamo una bellissima squadra con gente in rosa come Rapaic, Nakata e Materazzi. L’esperienza di Crotone però la sento più mia essendo stato allenatore responsabile della prima squadra. Abbiamo fatto delle ottime stagioni e ricordo con piacere il lancio di tanti giovani come Florenzi e Pettinari. Quindi, per concludere, qui ero io il responsabile diretto, nelle altre esperienze abbiamo fatto un grande calcio ma ho dato il mio contributo da semplice collaboratore. Di tutte e tre le società ho un ottimo ricordo perché siamo stati bene e si tratta di 3 splendide città, diverse ma tutte molto passionali e competenti di calcio”.

 

Classe '96. Sono un appassionato di calcio a 360°. Questo sport è il vero e proprio "oppio" dei popoli ed io di certo, non mi sottraggo alla sua forza magnetica. La Serie B è un campionato difficile ma incredibilmente divertente, e poterne scrivere, grazie a questa redazione, mi rende orgoglioso.

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