ESCLUSIVA PSB – Cacia: “Ascoli merita più delle salvezze risicate, può essere la volta buona. Benevento, giusta la fiducia a Caserta”

CACIA ESCLUSIVA PSB

Con 134 reti in Serie B, secondo miglior marcatore della storia della categoria dopo SchwochDaniele Cacia è stato un simbolo del campionato dello scorso decennio. Dalla luna di miele col Piacenza alle promozioni da protagonista con le maglie di Verona Bologna all’ultima grande parentesi ritagliatasi con la maglia dell’Ascoli, l’attaccante ha lasciato un grosso ricordo nelle piazze pregne di storia in cui ha militato.

La nostra Redazione l’ha intervistato in esclusiva al fine di analizzare la stagione cadetta in corso.

La Serie B si conferma un campionato che premia l’esperienza, soprattutto in attacco. Coda primo e Dionisi secondo in classifica marcatori lo dimostrano. Perché?

“La Serie B è un campionato difficile e chi lo conosce bene alla fine ne giova. Chiaramente ogni anno ai bomber navigati si affiancano calciatori giovani come quest’anno può essere Lucca o sorprese come gli attaccanti che di anno in anno riesce a individuare il Cittadella. Credo però che per affrontare al meglio il torneo avere almeno una punta di esperienza sia importante per tutte le squadre.”

Ad Ascoli hai vissuto stagioni ricche di soddisfazioni personali ma nel segno della sofferenza. Può essere l’anno di svolta per quanto concerne le ambizioni dei bianconeri?

“Porto Ascoli sempre nel mio cuore, è una piazza fantastica. Spero sia l’anno buono, merita più della salvezza risicata che è il massimo che anche con me il club è riuscito a ottenere. Non è una grande città, ma è una grande piazza con una grande tifoseria e spero possano finalmente togliersi delle soddisfazioni.”

Rispetto a quando giocavi nel Piceno c’è una nuova proprietà. Che idea te ne sei fatto?

“Ovviamente non vivendo ad Ascoli non posso conoscere tutte le dinamiche dall’interno. Quello che noto è che però la proprietà ha investito molto e forse adesso può cominciare a raccoglierne i frutti. L’impegno economico è cosa che va riconosciuta perché negli ultimi anni non sono tante le squadre che l’hanno fatto. Ora si punta di più sulla linea verde e si cercano sinergie con le grandi squadre che non fanno bene al calcio: c’è un po’ meno di meritocrazia rispetto a qualche anno fa.”

Come mai le retrocesse negli ultimi anni stanno faticando a trovare la quadra in cadetteria, pur investendo tanto?

“Non è facile per le retrocesse approcciare alla Serie B. Il Monza un anno fa ha dimostrato che spendere non è sinonimo di vincere e anche il Parma sta avendo le stesse difficoltà. Anche il Benevento ha dei problemi, ma meno. Io credo che alla lunga la qualità vinca e sia dunque possibile fare un bel filotto. La stagione è lunga e a marzo-aprile potrebbe ancora essere molto corta la classifica. Ora è troppo presto per fare pronostici o trarre conclusioni.”

Il Benevento continua a dar fiducia a Fabio Caserta. Scelta giusta?

“Continuare con Caserta è giusto, bisogna dar tempo agli allenatori per far comprendere le proprie idee. Io non credo che un mister che ha centrato due promozioni dalla C alla B diventi scarso tutto a un tratto tutto a un tratto. Conosco bene Fabio, conosco il suo valore e non lo dico io ma i suoi numeri. Ci sa fare, sa arrivare alla squadra. Ogni anno però ci sono delle situazioni diverse: a volte va tutto bene e riesci ad arrivare al gruppo in modo immediato mentre, come è successo tante volte anche a me, in alcuni casi ci vuole più tempo. Capita che ci siano periodi di sofferenza e dopo una retrocessione è normale che ciò possa accadere. Alla lunga, però, la qualità emergerà.”

 

Studente di filosofia a 360 gradi, convinto che lo sport ed il calcio forniscano una chiave di lettura per interpretare la vita. Appassionato di scrittura, in qualsiasi sua forma, convinto che ogni campo da gioco sia terreno fertile per la letteratura.

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