Monza, Lamanna: “Un orgoglio giocare per certi palcoscenici. Oltre a prendere pochi gol, concediamo il meno possibile”

LAMANNA MONZA – Eugenio Lamanna, estremo difensore del Monza, è pronto al rientro contro il Frosinone. In vista della prossima gara, il portiere ha parlato al Corriere dello Sport. Ecco le sue parole:

«L’importante è che non ci siamo snaturati, la squadra ha tenuto la propria mentalità. Come gruppo, il peso della pressione esterna non lo abbiamo mai sofferto. Dev’essere un orgoglio poter giocare per certi palcoscenici. Lo stesso tipo di responsabilità che sentivo ai tempi del Bari, per esempio. Frosinone? I numeri parlano chiaro, hanno preso pochi gol. Quindi è una squadra molto difficile da affrontare. Ha grandi qualità a metà campo e non dimentichiamoci che l’anno scorso ha mancato la promozione per un pelo. Senza contare che da anni fa avanti indietro tra A e B. Finora abbiamo affrontato solo squadre ai vertici? Il campionato di B presenta difficoltà continue. Tutti ci aspettano come è giusto che sia. L’importante è  che dentro di noi sappiamo quale strada dobbiamo seguire. Non vedo una partita nella quale abbiamo sbagliato l’approccio. Se ci fosse un problema del genere, dovremmo apportare dei correttivi. L’inizio non ci ha detto bene, ma per il gioco espresso avremmo meritato qualcosa in più. Cambiare solo perché mancano i risultati significa non credere in quello che si fa. Ma il nostro obiettivo arriva da lontano. 15 clean sheet? Anche quello è un traguardo che mi ha fatto piacere. Poi oltre a prendere pochi gol, siamo abituati a concedere il meno possibile. Anche col Pordenone in Coppa Italia, anche giocando un tempo più i supplementari in 10, se gli avversari non tirano mai, vuol dire che funziona tutto. Bardi? Sono tanti anni che ci incrociamo. Mi ha colpito una sua frase recente dopo la partita del Frosinone contro la Cremonese: “è una bella cosa non prendere gol, il merito però va sempre dato a tutto il reparto”. Sottoscrivo anche se ovviamente il portiere è il ruolo che risalta di più. Sommariva? Ci siamo conosciuti al Genoa, è un ragazzo serio, applicato in campo e attento al dettaglio. Eravamo nella stessa camera in ritiro, a quei tempi capitava che lo accompagnassi agli allenamenti in macchina perché Daniele non aveva ancora la patente. Adesso qualche volta è lui che porta me. Vittoria col Cittadella? E’ stata importante contro una delle squadre più forti e organizzate del campionato. Così come il merito di essersi calati nella categoria va anche a compagni come Boateng, Bellusci, Paletta e Donati. Ed è anche per questo che l’anno scorso ho preso al volo l’opportunità di venire qui a Monza».

Classe '96. Sono un appassionato di calcio a 360°. Questo sport è il vero e proprio "oppio" dei popoli ed io di certo, non mi sottraggo alla sua forza magnetica. La Serie B è un campionato difficile ma incredibilmente divertente, e poterne scrivere, grazie a questa redazione, mi rende orgoglioso.

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