Benevento, Inzaghi: “Otto punti per la A. Mercato? Sappiamo chi prendere”

INZAGHI BENEVENTO – Filippo Inzaghi, allenatore del Benevento, ha parlato ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport“, come apprendiamo dall’edizione odierna del quotidiano: “La voglia è tanta, è stato un momento difficile. Ma bisogna assolutamente tornare alla normalità, è giusto per tutti. Non torno a casa da una vita, la prima partita sarà a Cremona e spero di riuscire a fermarmi per rivedere i miei genitori. Ero molto preoccupato. I genitori, la nonna. Ho fatto qualche iniziativa per l’ospedale, vedevo le immagini. Al Sud abbiamo vissuto il problema in maniera diversa, speriamo ci serva da lezione. 

Mi sono dedicato un po’ alla mia fidanzata Angela, visto che quando lavoro non sempre ci riesco. Poi ho rivisto vecchie partite e qualche serie tv, cosa che non faccio mai: La casa di carta, Narcos, Vis a Vis. Pianificare la Serie A? Ne parliamo sempre, ma io sono scaramantico: siamo vicini ma aspetto ancora una prova di forza dalla squadra. Sappiamo chi prendere e abbiamo una base forte su cui costruire. Non sarà un mercato semplice, però ci siamo. Il Milan? Mi auguro che Paolo Maldini possa continuare a lavorare perché è la persona giusta per risollevare il Milan.

Come sono cambiato rispetto all’esperienza con i rossoneri? Un allenatore deve sempre crescere e imparare, nelle vittorie e nelle sconfitte, guardando tutti e imparando da tutti. Quella stagione al Milan mi ha dato la convinzione di poter fare l’allenatore. Era un anno difficile, come lo sono stati quelli successivi e s’è visto infatti cosa è successo a quelli venuti dopo di me. Sono cresciuto in termini di leadership? Se lo dicono i giocatori mi fa piacere. Mai nessuno mi è mancato di rispetto, nemmeno al Milan. Se una squadra vede il suo allenatore e lo staff lavorare e dare il massimo, lo riconosce. E lavorando così potremo far bene anche in A.

Come ho motivato la squadra in questi mesi? Via chat o al telefono, con il direttore e lo staff. Mi fido molto dei giocatori, ero convinto che li avrei trovati giusti e così è stato, non hanno sgarrato. Siamo stati tra gli ultimi a riprendere? La società ha aspettato le garanzie, e poi siamo nelle condizioni di non dover affrettare le cose. Non mi preoccupava una settimana in più o in meno, anzi: i ragazzi vanno già a mille, bisogna stare calmi. Hanno fatto qualcosa di speciale e devono prepararsi tutti per la A. Questi due mesi serviranno da apripista per essere pronti a settembre.

Quando contiamo di festeggiare? Subito, il prima possibile. Ci servono 8 punti. Certo, abbiamo due trasferte toste a Cremona ed Empoli, vediamo. Record da battere? Abbiamo vinto 7 partite di fila in trasferta, il record è 8. E le vittorie fuori nella B a 20 squadre è 10 (Torino 2000-01, ndr), noi siamo a 9. Quindi vincere a Cremona sarebbe il primo record. Poi vengono gli altri: battere la Juventus di Deshamps sarebbe una gran cosa.

Ci sono tante incognite per tutti, i valori cambieranno. Di sicuro i giocatori hanno tanta voglia, i 5 cambi daranno più freschezza alle squadre. E dietro di noi sarà una bella lotta, sono curioso. Ma l’importante è tornare in campo, perché è un messaggio di speranza. Mio fratello Simone? Lo sento tutti i giorni, ha ricominciato prima di noi. I rischi muscolari sono la cosa che temo di più, perché i miei vanno già troppo forte, mentre da un punto di vista tattico abbiamo le idee chiare.

Cosa aspetto di più tra il ritorno a San Siro, il duello con Simone o il derby con il mio amico Gattuso? Se rispondo, sarei il primo che pensa alla A e darei un assist ai miei giocatori. Io penso
al 20 e alla partita di Cremona. Da tre mesi si parla di noi come esempio di chi ha già vinto: questo mi fa onore, però prima fatemi fare 8 punti. Vacanze? Come si fa a programmare? Mi sa che come vacanze ci terremo quelle della quarantena, e comunque stare una settimana a Piacenza con i miei sarà la vacanza più bella“.

bonus
Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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