Cittadella, Pavan: “Impazzisco per certi dibattiti, attorno ai calciatori ruotano famiglie di lavoratori”

PAVAN CITTADELLA – Nicola Pavan, centrocampista del Cittadella, ha espresso con chiarezza il proprio pensiero circa le complicate scelte da fare in relazione al prosieguo o meno della stagione: “Mi fa arrabbiare che la gente quando pensa al mondo del calcio fa riferimento solo a noi giocatori – riporta tuttomercatoweb.com – dicendo che siamo ricchi, giovani e non facciamo niente. Impazzisco quando leggo certi dibattiti, perché molte persone non sanno che intorno ai calciatori ruotano tante famiglie di lavoratori normalissime: magazzinieri, medici, dirigenti che con il calcio ci vivono.

Sto bene, anche in famiglia la situazione è tranquilla. Fortunatamente la zona dove sono, l’alto vicentino, non è stata tra le più colpite. Il periodo è lungo e inizia a pesare, ma già da ieri in Veneto c’è la possibilità di muoverti nel territorio comunale di residenza. Rispetto a due settimane fa, almeno un po’ d’aria la sia riesce a prendere. Mi aiuta anche negli allenamenti, a casa era dura. Piano piano cerchiamo di tornare alla normalità, anche se non sarà come prima.

La squadra? Il contatto c’è sempre, nei gruppi parliamo anche del futuro. C’è la speranza di tornare presto a giocare, ma non abbiamo alcuna certezza, anzi è tutto un’incognita. La società si è sempre fatta sentire, anche i mister, ci hanno fatto ricevere chiamate e messaggi. Lo stipendio di marzo ci è stato pagato, per le altre tre mensilità si deciderà in base all’evolversi della situazione. Il club ha detto che si sarebbe comportato da Cittadella, in maniera corretta nei nostri confronti, e questo per noi è rassicurante.

Correre in un parco pubblico e non nel proprio centro sportivo? È un controsenso. Se corro in un parco posso incontrare altre 100 persone, mentre non ti fanno stare, in un numero ristretto, in un centro sportivo di una società messo in sicurezza. Un campo di un club sarebbe molto più controllato rispetto a un giardino pubblico. Capisco anche che siamo in un momento difficile, magari viene data priorità ad altro.

Il futuro del campionato di Serie B? Mi sono fatto una mia idea: se dovessi decidere io, farei di tutto per salvaguardare questa stagione, anche a costo di rimodellare quella successiva. Evitando così mesi di ricorsi, contro ricorsi, contro contro ricorsi che non finiscono mai, come è già successo nel passato. Se si chiude in campo la stagione, nessuno può appellarsi ad altro. Per poi passare a quella futura in seguito. Chiaramente è il mio pensiero, non so quanto conti (ride, ndr).

Possibile novità dei cinque cambi a partita? La trovo giustissima. L’anno scorso in C l’ho provata, era la normalità, e non stravolge niente. Avere un cambio in più, in tre intervalli, non cambia una partita. Sarebbe da attuare se ci dovessero essere le partite ravvicinate“.

Fonte foto: ascittadella.it

Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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