Reggiana, l’amarezza di Alvini: “Provo grande disagio. Ho gestito male il periodo post Covid, mi prendo le mie colpe”

ALVINI REGGIANA SPAL – Con la sconfitta odierna per 2-1 maturata al “Mapei Stadium” contro la SPAL, la Reggiana saluta ufficialmente la Serie B a distanza di neanche un anno dalla promozione ottenuta nella passata stagione, culminata con il playoff vinto contro il Bari.

Massimiliano Alvini, tecnico della compagine granata, è intervenuto in sala stampa al termine del confronto perso contro gli estensi, esternando tutta la propria delusione per il triste epilogo del torneo della Regia:

“C’è profonda amarezza, c’è sicuramente il disagio della sconfitta ma anche quello della retrocessione: da parte mia, che sono allenatore, non essere riuscito a portare la squadra a quello che era l’obiettivo playout mi lascia molta amarezza. Ci sono delle responsabilità di tutti, ma anche mie, e le mie me le assumo: parlare così può esser riduttivo, ma è vero che in alcune situazioni potevamo fare meglio. Mi sento di dire che sono ferito, accettatelo, e accettate questo, dispiace: ci abbiamo sempre creduto, io per primo, ma la sconfitta di martedì non ce l’aspettavamo, anche se la retrocessione avviene prima. E non è questione di scelte. Non l’ho mai detto, ma purtroppo il periodo post Covid-19 non l’ho gestito bene, quella è stata una mia colpa: aver vinto la partita con il Venezia dopo un giorno di allenamento ci ha tolto degli obiettivi che avevamo in testa. E’ una cosa che so io” – riporta TMW.

“Devo ringraziare la società, che ha sempre dato la massima disponibilità su tutto. Il mio disagio è per la società stessa, per i miei calciatori e per il mio staff: credevo di arrivare ai playout e potermela giocare li. Non parlo di altre cose, non voglio trovare giustificazioni o alibi, non servono neppure in questo momento, dove serve solo prendere coscienza di quello che è successo e chiedere scusa a tutti se è andato così. Avendo lavorato qui due anni so però che questa è una società seria e forte, ha basi solide per riprogrammare: avremmo voluto continuare il percorso iniziato in D, l’obiettivo era quello di rimanere in B e riprogrammare. Ai tifosi, infatti, dico di voler bene alla Regia”.

Sul futuro: “In questo momento in me c’è disagio. Accettate questo. Volevo portare la squadra a Parma, ma non ci sono riuscito: ma a Parma la squadra prima o poi ci andrà, il futuro appartiene ancora a loro”.

22 anni, vivo e studio a Catanzaro. Amante a 360 gradi dello sport più bello del mondo: calcio internazionale, Serie A, B e C sono il mio ossigeno.

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