1 Febbraio 2019

ESCLUSIVA PSB – Di Michele: “Assurda la situazione a Palermo. Lecce, dispiaciuto per Lepore. Su Foggia e Salernitana…”

Un’altra illustre esclusiva si aggiunge al nostro già invidiabile archivio. Questa volta i nostri microfoni hanno avuto l’onore di poter intervistare Re David Di Michele, uno che non ha certo bisogno di presentazioni. Durante la sua lunga e prestigiosa carriera ha scritto pagine indelebili nella storia delle squadre nelle quali ha giocato. A parlare per […]

David Di Michele

Un’altra illustre esclusiva si aggiunge al nostro già invidiabile archivio. Questa volta i nostri microfoni hanno avuto l’onore di poter intervistare Re David Di Michele, uno che non ha certo bisogno di presentazioni. Durante la sua lunga e prestigiosa carriera ha scritto pagine indelebili nella storia delle squadre nelle quali ha giocato. A parlare per lui sono i numeri: 83 goals in 302 presenze in Serie A e 72 reti in 224 gettoni in Serie B. Oltre a 6 presenze in Champions, 5 in Coppa Uefa condite da un goal, e 6 apparizioni in Nazionale. Senza dimenticare l’esperienza in Premier League tra le fila del West Ham.

Abbiamo affrontato, grazie alla sua immensa disponibilità, diversi punti che riguardano la situazione attuale, in campo e fuori, delle squadre attualmente militanti nel campionato cadetto nelle quali Di Michele ha avuto l’opportunità di giocare.

E non potevamo non partire da quello che è l’argomento caldo del momento:

Sig Di Michele, partiamo subito da uno temi caldi che sta coinvolgendo il campionato di Serie B, ma direi anche l’intero sistema calcio italiano in generale, ossia la difficile situazione economico-societaria nella quale sembra essere sprofondato il Palermo Calcio. Cerchiamo di fare chiarezza: Da quanto è trapelato negli ultimi giorni da importanti quotidiani sportivi e non, pare che ci siano delle perplessità circa la nuova proprietà rosanero. Si tratta di una cordata inglese il cui reticolo societario sin articola in varie sedi estere. Le ultime indiscrezioni circolate in città negli ultimi giorni, affermano che la neo società non abbia provveduto a consegnare presso la Lega Calcio la documentazione richiesta dalla “nuova” normativa federale. Tale documentazione dovrebbe fungere da strumento di garanzia dell’onorabilita’ e della solidità finanziaria ed è obbligatorio per tutte quelle società che decidono di rilevare una quota superiore al 10% di un club. Nonostante il termine di 30 giorni previsto dal regolamento sia già scaduto, sembra che in Lega Calcio non sia ancora arrivato nulla da Palermo. Le conseguenze, come ben sa per la squadra, rischiano di essere molto pesanti. Si parla infatti della concreta possibilità che i Rosanero non possano iscriversi al prossimo campionato. Si è parlato anche di un debito che il club avrebbe nei confronti di diverse società che forniscono servizi essenziali per l’organizzazione delle partite casalinghe al Barbera, che in virtù di questo rischierebbero di non poter essere disputate. Nei giorni scorsi sono arrivate le smentite da parte dei nuovi proprietari, che hanno ribadito la loro trasparenza e la ferrea volontà di portare avanti il progetto intrapreso. La città è la tifoseria sono però comprensibilmente preoccupate. Lei ha trascorso circa un anno e mezzo a Palermo, un’esperienza sicuramente tra le più importanti della sua lunga carriera. Qual è la sua opinione riguardo a questa complessa vicenda? 

Mi dispiace molto per quanto stia accadendo a Palermo. Tutti quanti pensavamo che chi ha acquisito la società si presentasse con ben altre credenziali. Ci aspettavano una figura che potesse portare un qualcosa di positivo a favore della città, dei tifosi e della squadra. Di queste situazioni nel calcio moderno purtroppo se ne stanno sentendo forse un po’ troppe negli ultimi tempi. È necessario che ci siano maggiori controlli e che siano soprattutto più rigidi, verso chiunque abbia intenzione di entrare nel mondo del calcio. Non è la prima volta, come detto, che un nuovo personaggio si presenta come se fosse “miliardario”, ma alla fine dimostra di non essere in grado di far fronte a quelle che sono le esigenze di un club e di conseguenza di una piazza che vive di calcio. Ne va di mezzo la credibilità di questo sport, che necessita di persone che abbiano voglia di occuparsene in maniera sana ed onesta. Ero venuto a conoscenza dell’iniziale licenziamento di Foschi, e sinceramente ero rimasto basito da questa decisione abbastanza azzardata. Foschi rappresenta uno dei migliori dirigenti che attualmente operano nel calcio italiano. Per fortuna alla fine rimarrà legato ai rosanero, perché un uomo della sua esperienza può giocare un ruolo fondamentale per aiutare la squadra in questo difficile momento. Mi auguro per il bene del Palermo che la squadra, assieme alla città si uniscano, cercando di fare di tutto per uscire insieme da questa situazione, così come hanno sempre fatto nei momenti difficili, vivendo in simbiosi. Sono sicuro che sapranno trovare il modo perfetto per non buttare via quanto di buono fatto fin qui. 

Questa triste vicenda si sviluppa in un momento in cui il Palermo è primo in classifica, e mai come quest’anno sembra essere la vera squadra da battere, e di conseguenza la principale candidata alla promozione diretta in Serie A. Nelle ultime due giornate sono arrivate, però, due sconfitte sicuramente poco preventivabili contro Salernitana e Cremonese, tra l’altro pochi giorni prima che la difficile situazione societaria uscisse fuori. Secondo lei il caos inerente a questa vicenda potrebbe condizionare il rendimento sul campo della squadra? In che modo un allenatore può gestire un momento del genere ed evitare che il gruppo venga distratto da queste turbolento vicende extra-campo? 

“Le sconfitte ci possono anche stare. In particolare contro squadre di qualità come Cremonese e Salernitana. Non per forza penso che siano dovute a quanto stia accadendo fuori dal terreno di gioco.I rosanero hanno sicuramente un organico di grande livello, superiore forse alle altre del torneo. Non per caso sono primi in classifica. Non voglio minimamente pensare che ciò che sta avvenendo a livello societario possa distogliere la squadra da quello che è il suo obiettivo primario. Roberto Stellone è un grande allenatore, e sono convinto che saprà come motivare i suoi ragazzi, cosa che ha fatto egregiamente finora. Possiede un gruppo di lavoro eccezionale, costituito da diversi elementi di grande valore che conosco personalmente e che già in passato si sono trovati ad affrontare una situazione simile, e sapranno come gestirla. Troveranno la soluzione migliore per uscirne fuori. Non sono io che debba dire a squadra ed allenatore in che modo debbano comportarsi. L’unico consiglio che mi sento di mandargli è quello di far sì che stiano uniti, ed assieme alla città cerchino di andare avanti come se fossero un corpo solo, e di pensare solo al campo. Il risultato massimo raggiungibile è l’unico che ti dà sempre ragione, e quindi non devono arrivare a fine stagione con il rimpianto di ciò che poteva essere e non è stato. Devono dare tutto per raggiungere il loro obiettivo ed essere più forti delle problematiche societarie.

 

Palermo che nel prossimo turno è atteso dall’impegno casalingo contro il Foggia, squadra con la quale lei ha esordito in Serie B nella stagione 1996-1997. Anche i rossoneri non si trovano in un momento esaltante in campionato. La stagione dei pugliesi è stata condizionata dalla penalizzazione iniziale di 8 punti, poi ridotta a 6, che sicuramente incide e non poco sul percorso della squadra, che si è messo sin da subito in salita. Dal Foggia ci si aspettava qualcosa in più di quanto visto, e neanche il cambio di panchina tra Grassadonia e Padalino sembra aver maturato i risultati sperati. Secondo lei, in che modo la squadra potrà rialzarsi e dare una sterzata alla propria stagione  

“Per il Foggia è stata sicuramente una stagione particolare. È partito come sappiamo con una penalità iniziale, anche se poi parzialmente ridotta. I giocatori hanno svolto una preparazione fisica particolare, se vogliamo anche diversa da altre squadre: sono partiti abbastanza bene a livello fisico ma con il susseguirsi degli impegni, ma con il susseguirsi degli impegni la condizione atletica sembra essere calata. Tuttavia penso che la squadra si riprenderà, anche in virtù degli innesti provenienti dal mercato, che certamente daranno un grosso contributo nell’aiutare la squadra ad uscire da questo momento di difficoltà. Poi anche la “riassegnazione” di due punti avvenuta recentemente gioverà all’ambiente ed al gruppo. Padalino ha qualità per far bene coi “satanelli”, anche se penso che purtroppo per quest’anno non si possa parlare di un obiettivo superiore alla salvezza. È anche vero che però il calcio è pieno di sorprese, e quindi fare dei risultati utili in maniera costante può darti tantissimo e soprattutto proiettati in situazioni di classifica diverse. Ma questo dipenderà da diversi fattori e dall’evolversi del campionato. 

Continuando il “tour” delle squadre nelle quali lei ha militato, che attualmente militano in Serie B, non possiamo non parlare di una delle parentesi più felici della sua carriera, ossia la Salernitana. Anche i granata non possono essere pienamente soddisfatti della stagione fin qui disputata. I campani appaiono come una squadra dalla doppia personalità, alternando partite di grande livello, a prestazioni opache e caratterizzate da un approccio alla partita rivedibile. La tifoseria contesta da tempo pesantemente la dirigenza, accusandola di non essersi mossa adeguatamente sul mercato per rinforzare l’organico, al contrario indebolendola. La squadra sulla carta alle porte del campionato sembrava essere attrezzato per lottare per le posizioni di vertice, ma ad oggi la squadra sarebbe fuori addirittura dalla zona playoff. Neanche a Salerno il cambio di panchina Colantuono-Gregucci sembra aver permesso alla squadra di trovare una propria identità. A suo avviso, il problema della Salernitana a cosa è dovuto ? La strategia di mercato adottata dalla dirigenza risulterà vincente a fine stagione?

“La Salernitana ad inizio stagione l’avrei vista in una situazione di classifica sicuramente migliore. Penso che l’obiettivo minimo fosse e continui ad essere quantomeno la zona playoff. La stagione è cominciata sotto i migliori auspici, con una squadra formata da un organico di alto livello, guidato da un allenatore capace ed esperto come Colantuono, che è abituato a palcoscenici di Serie A. Purtroppo durante la stagione succedono spesso cose o eventi non sempre preventivabili. Da fuori può apparire semplice giudicare il lavoro altrui, ma dall’interno le cose assumono una prospettiva del tutto differente, e per tanto certe dinamiche non possiamo conoscerle. Mi dispiace che la squadra non sia al momento tra le prime 8. La tifoseria contesta la dirigenza perché il mercato portato avanti da quest’ultima non la soddisfa, e forse gli stessi supporters si sentono un po’ presi in giro. Sinceramente avrei dato più tempo a Colantuono invece di crocifiggerlo dopo alcuni risultati negativi che lo hanno spinto a dimettersi. Lo reputo un tecnico come detto di categoria superiore, che avrebbe saputo man mano far fronte alle varie difficoltà che si sarebbero presentate. Ma la società fa le scelte che ritiene opportune giustamente, e spero che la squadra riesca a raggiungere almeno le prime otto posizioni, perché la piazza è la tifoseria meritano soddisfazioni enormi. 

Salernitana che nello scorso turno si è vista sconfiggere dal Lecce, altra piazza che lei ha avuto modo di vivere in prima persona e di conoscere a fondo avendo militato nei pugliesi sia in Serie A che in Serie B. Nonostante siano una tra le neopromosse della scorsa annata di Serie C, i salentini sono una delle più belle realtà del torneo, e si stanno facendo valere alla grande in un difficile campionato come quello cadetto, dimostrando di poter tranquillamente lottare per le posizioni di vertice. Cosa ne pensa della squadra leccese e quanto secondo lei incide l’impronta di mister Liverani sulla squadra  

Il Lecce rappresenta a mio avviso la realtà più bella del campionato.Una neopromossa che si trova al terzo posto in classifica e che nessuno si sarebbe aspettato di ritrovarsi dov’è oggi. Dal mercato estivo però, devo dire che la società avesse già mandato un chiaro segnale, con tanti movimenti ed acquisti importanti per la categoria. Liverani è stato fondamentale nel riuscire a tenere in rosa gran parte del gruppo che ha contribuito alla promozione dalla Serie C, perché vuol dire davvero tanto. Se a questo aggiungiamo il fatto che sia stato perfetto nell’inserire i nuovi e nell’amalgamarli al resto del gruppo, il campo ed i risultati non possono che parlare giustamente a suo favore. Fare questo non è mai facile, e Fabio è riuscito a portare avanti un lavoro enorme sia a livello tattico, che mentale e gestionale dei ragazzi. Ai risultati della squadra contribuiscono però sicuramente anche i tifosi, che sono veramente unici. Parlare di Lecce mi fa sempre un certo effetto. Mi emoziona particolarmente perché è stata la mia ultima piazza in B. L’unica pecca, se proprio dovessi trovarne una, è stata aver mandato via Lepore, capitano della squadra in C. Mi dispiace molto il suo addio perché è sempre stato legato alla piazza ed alla tifoseria. È un calciatore che può sicuramente dare ancora tanto al calcio italiano. A Lecce ho lasciato tanti amici e sono contento che godano per i risultati della squadra. Spero che a fine stagione possano gioire ancora di più, magari per una promozione diretta.Se ad inizio stagione il motto era quello di rimanere coni piedi per terra, oggi secondo me è giusto essere consapevoli di quanto bene la squadra stia facendo e non porsi limiti. Incrocio le dita e faccio un in bocca al lupo a tutte le squadre nelle quali ho giocato perché riescano a raggiungere i propri obiettivi. Ma un augurio particolare va al Lecce, perché con questa città ho avuto un feeling particolare, quasi unico.