15 Febbraio 2024

Fedele al Calcio – Tutino e il Cosenza, insieme per fiorire

Una stupenda storia

Ci sono storie, nel calcio, che producono degli abbinamenti inscindibili, poco a poco ascrivibili alla categoria di quelle relazioni necessarie per accompagnarsi a vicenda nella rispettive fioriture. Relazioni intense, non scalfibili da alcuna condizione esogena, fondamentali per l’ottimizzazione reciproca. Quella tra Gennaro Tutino e il Cosenza è, senza alcun dubbio, una di queste, che il passare degli anni sta rendendo sempre più romantica da attraversare e raccontare.

Convintamente napoletano, in un’investitura cucitagli addosso a partire dal nome, non è iperbolico sottolineare come Cosenza abbia assunto i contorni della casa per il classe ’96, che proprio quest’oggi ha dichiarato: “Sono legato a Cosenza. I miei figli (Benedetta e Alfredo) sono nati qui dove mi sono sposato con Arianna”. Vita, quindi, che si mescola con il calcio, strumento per trovare il proprio equilibrio, il luogo in cui conoscersi al meglio per poter esprimere con i migliori risultati.

Cosenza e il Cosenza hanno permesso a Tutino di superare momenti di indesiderata turbolenza: i dieci giorni a Carpi nell’estate 2018, quando troppo pulsante era il desiderio di proseguire la fantastica storia avviata con la promozione dell’annata precedente, così come il richiamo della scorsa estate, quando il protagonista della nostra trattazione desiderava e cercava la maniera per porre fine al turbinante moto in cui era stato immesso, con cinque squadre cambiate in quattro anni. “Ancora tu”, recitava il club per annunciare il grande ritorno.

Ancora lui, così è stato. Dopo stagioni decisamente complicate, in cui le luci sono state brandelli di un tessuto stropicciato rispetto alle variegate e plurime ombre, il Cosenza ha ritrovato la via grazie a una rinnovata farcitura di talento proveniente dall’ottimo operato del direttore Gemmi e anche, se non soprattutto, da un impatto notevole da parte di quello che è – senza alcun dubbio – il proprio calciatore più rappresentativo.

Terzo calciatore in Serie B per percentuale di partecipazione alle reti segnate dalla propria squadra (10 su 26, ben il 38.5%, solo Casiraghi e Mendes, entrambi al 40%, hanno generato maggiore dipendenza nei rispettivi club), il Tutino odierno è un calciatore che ha attraversato il guado: non sembra esserci stata alcun incrocio con la maieutica, ma Gennaro oggi pensa come una prima punta. Nato e cresciuto come ala, un tanto da generare nelle sue prime apparizioni social l’inevitabile sigla GT7, parallelismo con un altro sette dal noto impatto, la carriera l’ha portato a conoscere tanti modi di intendere il Gioco, che ne hanno inevitabilmente irrobustito il bagaglio di esperienze.

Proprio Cosenza ne ha avviato questa sorta di metamorfosi, per quanto nel calcio contemporaneo il ruolo abbia oramai assunto le sembianze di una gabbia da cui bisogna sgattaiolare, che l’ha portato oggi a essere un sublime stoccatore. La questione – e il conseguente elogio – non è unicamente tattica, perché Tutino pensa come un Nueve ma dimostra costantemente rispetto per la propria prima versione, aprendo la falcata quando necessario, associandosi con i compagni, alternando pennello e ascia quando bisogna rifinire o guerreggiare. Non è un caso – per evidenziarne il coinvolgimento nella manovra – che sia il terzo giocatore (fonte fotmob.com) del Cosenza per Chances Created (che da Opta vengono identificate come la solla tra passaggi chiave e assist), dietro Calò e Marras, due profili immediatamente identificati con compiti di pura regia, seppur da posizioni diverse. Tutino, a questa componente abbia anche il tangibile fatturato che lo rende indispensabile nella creazione e, al contempo, nella finalizzazione.

Giocate, gol, pareri, encomi: parole, numeri e gesti che si fondono in un ragguardevole apporto alla causa, che viene ulteriormente reso pregevole da un atteggiamento intriso di leadership, carisma, consapevolezza. Cosenza e Tutino si sono scelti, in quello che è diventato un percorso indirizzato verso la storia: Tommaso Tatti, secondo marcatore all-time nella storia dei Lupi, dista dieci reti. Al primo posto, a quota 67 (Tutino è a 33), staziona l’uomo più rappresentativo dalla fondazione del club, dal valore incommensurabile, che riecheggia a ogni partita nello stadio a lui dedicato. È nel solco da lui tracciato che Tutino sta onorando la maglia, così da consegnare alla piazza un’altra, stupenda, storia da raccontare.