Chievo, Esposito: “Dobbiamo sputare sangue in campo e portare questa squadra dove merita”

SALVATORE ESPOSITO CHIEVO VERONA – Autore di una perla su punizione nel match pareggiato dal suo Chievo Verona sul campo del Cosenza, ecco le dichiarazioni di Salvatore Esposito ai microfoni di DAZN al termine del match: “Quando vieni a giocare in piazze come Cosenza basta portare punti a casa. Magari potevamo fare qualcosina in più, ma abbiamo dato tutto ed è importante. Durante la settimana mi fermo spesso a calciare le punizioni, ieri prima di partire ho incrociato il mister che mi ha detto: “Quand’è che segni?”. Gli ho risposto che avrei segnato in partita in caso di titolarità. È una delle settimane più belle per la mia famiglia. Sono andato a vedere Sebastiano a San Siro e mi sono venuti i brividi, faccio fatica ancora adesso a parlarne. Entrambi dobbiamo pedalare tanto e continuare così. I miei genitori ultimamente andavano allo stadio ma non entrava, in occasione dell’esordio contro l’Eintracht non c’era nessuno e allora ho detti ai miei genitori di restare a casa contro il Borussia per scaramanzia perché sarei andato io. L’abbraccio di cui si è scritto e parlato è stato di puro amore e incoraggiamento. Lui non ha bisogno di guide, leggo sui giornali in questo periodo che rischia di perdere la testa, ma sono sicuro che da questo punto di vista non sbaglierà nulla perché siamo una famiglia con tanti valori. Per quanto mi riguarda, sono molto contento di ciò che sta facendo, sono pochi i giovani della mai età che giocano, soprattutto in Italia. Devo ringraziare il Chievo e il mister, se ogni tanto capita di fare ottime prestazioni il merito va più a loro che a me. La Nazionale è il sogno di ogni bambino, non c’è cosa più bella, sono contentissimo di indossare quella maglia anche con l’Under 20. Quando escono le convocazioni non dormo la notte. Il Chievo negli ultimi anni ha dimostrato di meritare altri palcoscenici, senza nulla togliere alla Serie B, dobbiamo mettercela tutta e sputare sangue in campo per portare questa compagine dove merita“.

Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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