Ventura: “Non è vero che mi sono dimesso. Lotito? Il rapporto non cambia”

VENTURA SALERNITANA – Gian Piero Ventura non è più il tecnico della Salernitana. Due giorni fa è arrivato il divorzio e, a tal proposito, l’allenatore ha chiarito alcuni dettagli ai microfoni della Gazzetta dello Sport: “Su questa storia ci sono alcune cose che vorrei chiarire. Non è vero che mi sono dimesso: non ho rinnovato il contratto, come mi era stato chiesto più volte durante la stagione. Ne ho parlato con il d.s. Fabiani in modo cordiale, come sempre. Il video di Lotito non c’entra niente, e questa è la seconda cosa da spiegare per evitare equivoci. Capisco la tensione, la rabbia per il risultato. Ma il rapporto con lui non cambia, ci conosciamo da anni: continuo a volergli bene. E spero sia così anche per lui.

Perché non ho cambiato Maistro, come chiesto nel video? Stavo per farlo, aspettavo che il pallone uscisse dal campo. Poi il giocatore ha fatto fallo ed è stato espulso per doppia ammonizione. Se sono soddisfatto della stagione? Sì, intanto la società mi aveva chiesto di ricostruire. Io credo di aver gettato il seme perché questa squadra possa tornare competitiva, facendo capire cos’è la cultura del lavoro e ritagliandoci un posto importante nel campionato. Certo, fa rabbia restare in zona promozione per 4 mesi di fila e poi sciupare tutto proprio nell’ultima giornata. 

È mancata in alcuni momenti la continuità di rendimento, abbiamo buttato via punti in modo incredibile: penso all’1-1 col Pisa, al 3-3 con la Cremonese, all’assurda sconfitta con l’Ascoli. Abbiamo subito troppi gol in modo ingenuo, ma le responsabilità sono collettive, come spesso accade, inutile parlare di episodi. Campionato chiuso in equilibrio (14 vittorie, 14 sconfitte, 10 pareggi, 55 gol fatti e altrettanti subiti, ndr)? L’equilibrio in realtà è figlio di troppi alti e bassi. Per capirci: siamo stati capaci di fare 3 gol al Crotone, 4 al Pordenone e poi perdere partite in modo incredibile. Soprattutto abbiamo sofferto il lockdown, ripartire per noi è stato piuttosto complicato. Ma così non cerco alibi, sia chiaro.

La Serie B è sempre stato difficile e imprevedibile. L’Empoli, che è uno squadrone ricostruito in gennaio, si è qualificato per il rotto della cuffia. La Cremonese, che in questi anni ha fatto investimenti importanti, è rimasta fuori. La valorizzazione dei giovani di cui ho parlato nella lettera? Vero, vogliamo parlare proprio di Maistro che veniva dalla C e gioca nell’Under 21? O di Lombardi che si è rilanciato dopo anni difficili e ora viene cercato dai club di Serie A? O di Djuric arrivato in doppia cifra? O degli altri giocatori in orbita Lazio che sono cresciuti,
come Karpo, Cicerelli, Kiyine? Salerno è una piazza molto esigente e ambiziosa, capace di portare 20 mila persone allo stadio. Merita di arrivare in alto. Un suggerimento per il mio successore? Soltanto una cosa: che il lavoro svolto possa servire, perché sono convinto di aver messo fondamenta solide per il futuro. Adesso sono pronto a ripartire, ho sempre il sacro fuoco di lavorare“.

 

Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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