Venezia, Scibilia: “Siamo le vittime di un sistema calcistico inefficiente. Tuteleremo i nostri interessi nelle sedi opportune”

VENEZIA SCIBILIA – Era presente anche il ds Dante Scibilia alla conferenza stampa indetta dal Venezia questa mattina. Oltre a Bruscagin e Cosmi, anche il responsabile dall’area sportiva del club ha voluto dire la sua sulla decisione del Consiglio Federale di far disputare i playout a partire dal prossimo 5 giugno, palesemente non condivisa da parte dei due club coinvolti nello spareggio valido per mantenere la categoria. Questo un estratto delle sue dichiarazioni riassunte da Salernitananews.it:

“Abbiamo convocato questa conferenza perché ognuna delle componenti della società possa esprimere il suo parere. Sono molto contrariato da quello che sta succedendo, due giorni fa nessuno si è mai posto il problema di dirci che dovevamo giocare ed eravamo salvi. La Lega ha emesso un comunicato dicendo che il Venezia era salvo, poi abbiamo anche avuto ampie rassicurazioni. In due giorni si fissano le date dei playout, dopo 20 giorni di salvezza. La tutela dei diritti dov’è? Questa decisione è stata presa senza ascoltare il Consiglio di Lega come previsto dallo Statuto, è stata presa in maniera repentina e senza considerare le problematiche calcistiche. Perché questo cambio improvviso di orientamento? È una domanda legittima, ma non conosco la risposta. Il Venezia ne risulta fortemente penalizzato, da questa interpretazione delle sentenze l’unico che viene penalizzato è il Venezia che dopo 20 giorni di vacanza deve scendere in campo e giocarsi la stagione. In uno stato di diritto tutto questo è inaccettabile, il Venezia farà tutto quello che può per tutelare i propri diritti nelle sedi competenti.Tutte le squadre hanno potuto tutelarsi, non vedo perché il Venezia non lo può fare. Siamo la vittima di un sistema che doveva essere prevenuto. Noi eravamo pronti a fare i playout, ci è stato detto che non dovevamo giocarli. Queste situazioni dovevano essere gestite mesi fa. Non si dice a una squadra che adesso deve tornare in campo. Questo è un problema politico di come si gestisce il calcio in Italia, stiamo sbagliando tutto.”

22 anni, vivo e studio a Catanzaro. Amante a 360 gradi dello sport più bello del mondo: calcio internazionale, Serie A, B e C sono il mio ossigeno.

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