Monza, Pirola: “Bellusci mi aiuta, Boateng un campione. Un orgoglio la chiamata di Galliani”

PIROLA MONZA – Lorenzo Pirola, difensore arrivato al Monza in prestito dall’Inter, si è raccontato ai microfoni di calciomercato.com, come apprendiamo da questo estratto: “Mi sono ambientato subito bene. Vivo quest’esperienza con serenità, fin dall’inizio mi sono sentito parte integrante del gruppo. Sono molto legato a Bettella, Colpani e Frattesi. Ma in generale con i ragazzi più giovani, molti sono gli stessi con i quali ci ritroviamo anche in Nazionale. Giocando nel mio stesso ruolo, Bellusci è quello che più di tutti mi dà sempre tanti suggerimenti. Vengo da una difesa a tre e qui si gioca a quattro, in campo è tutta un’altra cosa. Beppe mi dice sempre di lavorare a zona e non pensare solo all’uomo, diversamente da quello che mi chiedeva Conte all’Inter.

Boateng? Sappiamo tutti che campione è Prince, per me è un orgoglio marcare un giocatore come lui. Anche se non è la prima volta che mi ritrovo a marcare grandi attaccanti, già l’anno scorso in allenamento me la sono vista con Lukaku e Lautaro. Avevo 18 anni appena compiuti, Romelu da vicino faceva impressione. Il mio esordio in Coppa Italia? È stato un buon esordio in una partita complicata nella quale ci siamo ritrovati in 10 nel primo tempo ma abbiamo retto fino alla fine. E dopo aver tenuto lo 0-0 anche nei supplementari abbiamo vinto ai rigori. Io ho marcato da reparto, per la soddisfazione di Bellusci. Il sottoscritto nella lista rigoristi? Credo fossi il settimo o ottavo a calciare, nelle giovanili dell’Inter ero il vice rigorista dopo Esposito. Prima di battere un penalty cerco di studiare il portiere per vedere come si è comportato le volte precedenti, altrimenti calcio forte, spesso incrociato.

Brocchi? Dopo la partita mi ha fatto i complimenti, così come tutti i compagni nello spogliatoio. Sono il più giovane, fa piacere ricevere tutto questo affetto. Il mister mi dice di stare tranquillo, che ho qualità per migliorare e il tempo per ambientarmi in una realtà diversa. La squadra è molto forte, è stata costruita per raggiungere l’obiettivo di salire subito in Serie A. Quando sono arrivato è la prima cosa che mi hanno detto tutti, il presidente Berlusconi che ha fatto la storia del Milan è abituato a certi livelli. La trattativa? In realtà non avrei dovuto lasciare i nerazzurri, è successo tutto l’ultimo giorno di mercato. Conte voleva tenermi in squadra, ma all’ultimo mi ha detto che per la mia crescita sarebbe stato meglio un percorso fuori dall’Inter. E io ho accettato. Mi volevano il Monza e altri club di Serie B, ma il progetto di questa società mi ha convinto. La chiamata di Galliani per me è stata un grande orgoglio e anche se so che sarà difficile ritagliarmi uno spazio lavorerò sempre al massimo“.

Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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