Palermo, quando classe e concretezza si fondono: Igor Coronado

Quando pensi al Brasile, non puoi non pensare al calcio. Quando pensi al calcio in Brasile, non puoi non pensare a quei giovani che, sin dai primi anni di vita, incarnano lo stile e la mentalità del Joga Bonito, in attesa del salto in Europa. Paradossalmente pare un viaggio già scritto, con la tratta ben nota e con poche complicazioni all’orizzonte.

Non è sempre così.

Vi sono storie di calciatori che si distaccano dal copione principale, storie di uomini che hanno dovuto “fare il giro largo” prima di prendersi i palcoscenici che forse avrebbero meritato prima, oppure che fortuna hanno trovato dopo, quando la maturazione ha dato il proprio benestare. In questa seconda cerchia di brasiliani rientra sicuramente lui: Igor Coronado.

Non staremo qui a raccontarvi per filo e per segno la carriera del centrocampista classe ’92, dato che per ovviare ciò si può pur sempre consultare internet. Quello che fa riflettere è il percorso compiuto da questo ragazzo: nato in Brasile, approdato in Inghilterra, passato per la Svizzera e poi per Malta prima di approdare in Italia. Una “gavetta” insolita, trascorsa in Paesi che, nella propria storia, non hanno aiutato a sbocciare chissà quanti talenti. Eppure per Coronado è stato diverso, una diversità che lui ha tramutato in positivo, permettendogli di essere costantemente diversamente bravo, migliore.

Dopo due stagioni con numeri davvero importanti a Trapani, arriva la chiamata del Palermo, che grazie alle sue prestazioni vuole tornare subito in Serie A. Igor risponde presente e, nello scacchiere di Tedino, si dimostra fondamentale sin da subito (ad oggi, in campionato, ha saltato appena due partite). Gol, assist, ed una duttilità degna di nota. Trequartista, mezzala, play basso. Ruoli ai quali Coronado ha dato una propria interpretazione, una continua dinamicità in campo che lo porta ad essere presente in diverse zone del campo nell’arco della stessa partita. È un calciatore innamorato del pallone, che spesso si abbassa per ricevere anche quando dovrebbe teoricamente farsi trovare in attacco. Questo suo prendere palla a centrocampo gli permette spesso di creare superiorità numerica nella metà campo avversaria, sta a lui poi decidere se tentare la via del gol oppure dell’assist. Per non parlare delle sue capacità balistiche, davvero degne di nota: il suo è un calcio pulito, preciso, coordinato.

Calciatore pronto per la Serie A, Coronado sta dimostrando che è tempo per lui di alzare nuovamente l’asticella: per un ragazzo che, a 25 anni, ha già cambiato quattro Paesi ed altrettanti movimenti calcistici, questo non sarà sicuramente un problema.

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Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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