Brescia, ecco perché Lucca non fu riscattato: il retroscena

BRESCIA, IL RETROSCENA SULLA MANCATA CONFERMA DI LORENZO LUCCA

LORENZO LUCCA BRESCIA – Nella prima porzione del campionato di Serie B in corso è stato sicuramente l’uomo-copertina: parliamo di Lorenzo Lucca, centravanti del Pisa. Numeri importanti per il classe 2000, nonostante le difficoltà incontrate nelle ultime 6 partite, dov’è rimasto a secco. Il suo percorso resta importante, da osservare con raziocinio e profondità, evitando di sovraccaricarlo di inutili pressioni e cercando, al contempo, di tesserne le lodi quando meritato.

Detto del presente, il passato di Lucca è stato variopinto, a tratti vorticoso: diverse squadre cambiate, due passaggi tra i Dilettanti (Promozione e Serie D rispettivamente con Atletico Torino e Palermo) e le difficoltà di chi fatica a essere apprezzato. Una di queste  compagini è stato il Brescia, che nella stagione 2018-2019 ha beneficiato del centravanti, protagonista di un’annata notevole con la Primavera. Arrivato in prestito dal Torino, il ragazzo fece benissimo ma non fu riscattato, come racconta bresciaingol.com svelando un interessante retroscena: “Il procuratore bresciano Sergio Lancini segnala, nell’estate del 2018, Lucca al Brescia, trovando terreno fertile in Cristian Botturi (responsabile del settore giovanile) e Francesco Marroccu (direttore sportivo della prima squadra) che convincono il presidente Massimo Cellino a prenderlo in prestito dal Torino con diritto di riscatto fissato a 60.000 euro. Viene aggregato alla squadra Primavera, ove fa sfracelli realizzando sedici reti in diciotto partite. Godendo altresì della stima di Eugenio Corini, viene aggregato varie volte agli allenamenti della prima squadra e, data l’assenza di Torregrossa e con un Donnarumma  recuperato solo il giorno della vigilia, viene pre-convocato per Brescia-Crotone del 23 febbraio 2019. Qui però avviene la prima “rottura”: l’attaccante infatti non disputa una buona amichevole del mercoledì, dove Corini lo schiera tra i titolari, e Cellino va su tutte le furie. Si viene poi a sapere che Lorenzo Lucca non aveva pranzato nei tempi e modi di un professionista per incontrarsi con un procuratore che gli proponeva di seguirlo al posto di Lancini […].

Siamo alla sera dell’ultimo giorno di mercato, Cellino si è accordato con Lancini per 5 anni di contratto al minimo federale: il ragazzo dovrà poi essere girato in serie C a farsi le ossa. Nel caso dovesse far bene tornerebbe alla base con la promessa ovviamente di un contratto più ricco. Nel frattempo però al Brescia non c’è più Marroccu: il diesse è Stefano Cordone, uno che non impazzisce (eufemismo) per Lorenzo Lucca e la sua altezza eccessiva. Anche Cellino riflette a lungo su quelle voci di un carattere non facile del ragazzo fuori dal campo e il contratto non viene depositato: il Brescia non sborsa i 60.000 euro e Lucca torna al Torino dove tutto ebbe inizio. Viene convocato per il ritiro estivo da Walter Mazzarri, militando nella Primavera granata con cui riesce ad apporre il suo timbro siglando 2 gol nelle prime 8 partite […]“.

Nell’articolo seguono i successivi sviluppi della carriera di Lucca, che si mette in mostra con il Palermo prima di approdare in quel di Pisa, fortemente voluto dal DS Claudio Chiellini. Un presente importante, risultato di un passato in cui le cose sarebbero potute andare diversamente, come testimoniato dalla parentesi bresciana.

Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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