Reggina, Gallo: “Odiavo la parola programmazione, ora ho capito. Non è più tempo di vacche grasse”

GALLO REGGINA

GALLO REGGINA – Luca Gallo, presidente della Reggina, ha parlato a Reggina TV in occasione della terza edizione del Premio Oreste Granillo.

Queste le sue dichiarazioni, riprese da Citynow.it:

“Oreste Granillo, solo a pronunciare il nome mette i brividi, il primo presidente a portare la Reggina in serie B. Un grande traguardo, poi lo stadio intitolato a lui e lo rimarrà anche in futuro. Granillo e Foti insieme, due grandi personaggi, due istituzioni per il calcio reggino e non solo. Spero di riuscire a fare qualcosa che mi consenta di avvicinarmi a loro, ma è difficile, molto difficile. Intanto perché bisogna essere bravi ed io non lo sono, poi ci vogliono tante contingenze, programmazione, parola tanto odiata da me all’inizio, anche se poi ne ho capito la sua importanza, insieme ad una buona dose di fortuna e parecchia disponibilità economica.

Essere presidente della Reggina prima del covid era soltanto essere presidente della Reggina per me, dopo il covid oltre ad essere il presidente della Reggina, devo esserlo anche di un’azienda. Metterci su un occhio costante da imprenditore e stare molto attento, perché causa questa pandemia posso assicurare che la Reggina deve essere trattata come azienda, altrimenti si va giù in un attimo. E’ necessario essere imprenditori e amministratori della società, anche se la parte sentimentale resta ed è predominante, se non ci fosse quella me ne sarei già andato. La promozione in Serie B non è merito mio, il merito è sempre dei calciatori, degli allenatori e del Ds Taibi, lui è molto bravo e ve ne accorgerete in futuro, magari un giorno non qui a Reggio, forse in palcoscenici ancor più prestigiosi. Adesso la Reggina deve guardare bene i conti, non è più tempo di vacche grasse.”

Studente di filosofia a 360 gradi, convinto che lo sport ed il calcio forniscano una chiave di lettura per interpretare la vita. Appassionato di scrittura, in qualsiasi sua forma, convinto che ogni campo da gioco sia terreno fertile per la letteratura.

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