ESCLUSIVA PSB – Urbani (agente Varnier): “Il doppio infortunio è stato uno shock ma ne è venuto fuori con carattere e determinazione. A Cittadella esperienza fondamentale per la sua crescita. Futuro all’Atalanta? E’ il nostro sogno”

ESCLUSIVA PSB URBANI VARNIER PISA CITTADELLA – L’anticipo della 32a giornata andato in scena all’Arena Garibaldi nel pomeriggio di ieri ha visto il Pisa battere per 2-0 il Cittadella. Sorride il tecnico dei toscani D’Angelo che, oltre ad ottenere i tre punti ed aver praticamente archiviato il discorso salvezza, ritrova dal primo minuto Marco Varnier. Il difensore, classe 1998, si è reso protagonista di una prestazione di ottimo livello e, dopo mesi molto complicati dettati da due gravi infortuni al ginocchio, punta a riprendersi con gli interessi tutto ciò che la sfortuna aveva provato a togliergli in maniera ingiusta e beffarda. Negli ultimi due anni, infatti, la doppia rottura del legamento crociato gli ha impedito di mettere in mostra e consolidare le proprie indiscutibili qualità tecniche, di proiettare il centrale di proprietà dell’Atalanta in palcoscenici sicuramente più consoni alle proprie potenzialità e di sublimare il proprio percorso di crescita tra i grandi del calcio italiano. Ora il peggio sembrerebbe essere alle spalle e per Varnier è arrivato il momento di rimettersi in carreggiata e dimostrare che il tanto ammirato talento sia pronto a spiccare definitivamente il volo.

Per parlare dell’importante prestazione di Varnier e di quella della compagine toscana contro il Cittadella, discutere del periodo travagliato vissuto dallo stesso e del suo futuro, la nostra redazione ha contattato in esclusiva Luca Urbani, che oltre ad essere l’agente del difensore ha rappresentato e continua a rappresentare un vero e proprio punto di riferimento nella vita e nel percorso professionale del calciatore.

Ciao Luca, cominciamo parlando di campo. Nella vittoria di ieri del Pisa sul Cittadella spiccano i novanta minuti disputati da Varnier e l’ottima prova messa in scena dallo stesso che, assieme agli altri interpreti neroazzurri, ha impedito a Diaw e compagni di creare grossi pericoli alla porta di Gori, contribuendo così ad un importantissimo successo per i toscani. Cosa ti è parso della sua prova e di quella della compagine toscana?

“E’ stata una gara molto combattuta ed equilibrata, soprattutto nella prima fase. In particolare, nella prima mezz’ora gli spazi erano molto ristretti e non c’era la possibilità di sviluppare la manovra anche in virtù del fatto che le partite comincino ad essere sempre di meno e la posta in palio sia naturalmente altissima, pertanto ridurre i rischi e gli errori risulta vitale. A sbloccare il risultato è stato, come spesso accade in partite tanto chiuse, un episodio abbastanza fortuito che è andato a spezzare l’equilibrio praticamente perfetto che si era visto fino al tanto contestato penalty poi realizzato da Marconi. Una volta cambiato il parziale, nella ripresa abbiamo, invece, assistito ad una partita diversa con il Cittadella che ha preso man mano sempre più campo nella fase centrale del secondo tempo. La squadra di Venturato mi è sembrata più sciolta e vogliosa di recuperare rispetto ai primi 45 minuti provando a mettere sotto il Pisa, che però ha retto molto bene. D’Angelo ha dato l’ennesima dimostrazione di intelligenza tattica e maestria prima con l’inserimento di Marin, un giocatore che ha dato maggiore intensità e sostanza al centrocampo dei toscani e poi passando dal 4-3-1-2 iniziale al 5-3-2 per dare più copertura e chiudere tutti gli spazi ai veneti. Credo che il mister meriti davvero molti elogi, perciò sinceri complimenti a lui ed alla sua oggettiva capacità di saper leggere i vari momenti della partita. Per quanto riguarda Marco, credo che la nota più lieta sia emersa in particolare nella ripresa con una prestazione di grande presenza, solidità e personalità e questo mi fa molto piacere perchè è reduce da una momento particolare e da due anni sicuramente tribolati come quelli che ha vissuto dal punto di vista fisico. Come un motore diesel, ieri ha carburato piano piano con il passare dei minuti chiudendo la gara in crescendo, con un paio di interventi che ne hanno evidenziato la sua intelligenza tattica ed eleganza. Sono soddisfatto e sono sicuro che proseguirà su questo trend.”

Varnier è da anni considerato come uno dei centrali di difesa indubbiamente più promettenti ma altrettanto sfortunati dell’intero panorama calcistico nazionale. Una doppia mazzata come quella che ha colpito il giocatore, reduce da due gravi infortuni al ginocchio, non sono per tutti facili da affrontare e superare. Come ha vissuto il ragazzo questi mesi molto complicati?

“Inizialmente, ti parlo del 2018, è stato un vero shock e devo dire che ci è crollato il mondo addosso perchè dopo essere stato premiato miglior difensore della Serie B, essere stato prelevato con un notevole esborso economico dall’Atalanta, aver attirato le attenzioni dell’intero movimento calcistico nazionale su di sè ed aver anche guadagnato la casacca dell’U21 c’erano tutti i presupposti per una carriera che avrebbe dovuto portarlo, nell’arco di pochi mesi, a giocare ad altissimi livelli in Serie A e non solo. Lui all’inizio l’ha vissuta abbastanza male, non tanto dal punto di vista emotivo quanto sotto quello professionale per il dispiacere di dover interrompere il proprio percorso di esponenziale crescita in maniera brusca ed inattesa e per una motivazione non dipendente dalla propria volontà: non era stato bocciato dalla categoria o da un allenatore ma dalla sfortuna che gli aveva letteralmente voltato le spalle. Il primo infortunio è stato molto grave e complesso tanto da essere stato costretto a sottoporsi ad un successivo intervento per alcune complicazioni. Dopo il rientro, nel 2019, c’è stata la seconda mazzata nel finale di gara a Perugia che però rispetto al primo stop posso dire sia stata quasi “una passeggiata”. Dopo aver patìto le pene dell’inferno qualche mese prima eravamo già consci di ciò che ci aspettava: il secondo ko avrebbe potuto ammazzare un toro ma non lui che ne è uscito più forte di prima con grande forza d’animo e determinazione. Ammetto di essere orgoglioso di questa nuova ripartenza di Marco.”

La gara dell’Arena Garibaldi avrà senza dubbio suscitato nel classe 98′ emozioni molto intense visto che è proprio nel settore giovanile granata che il ragazzo ha cominciato a mettere in mostra le proprie qualità. Quanto è stata importante, a tuo avviso, l’avventura in quel di Cittadella per il ragazzo dal punto di vista umano e professionale? Quali sono state le sue sensazioni nell’incrociare il suo passato?

“Marco ha imparato tantissimo sotto tutti i punti di vista durante la sua esperienza in granata. Lui nasce calcisticamente a Padova e, dopo il fallimento del club biancoscudato del 2014, si trasferisce proprio al Cittadella. Qui completa il proprio percorso di crescita prima a livello giovanile e poi entrando a far parte anche della prima squadra, dimostrandosi tra i ragazzi più validi tra i giovani della Berretti. E’ cresciuto apprendendo quelli che sono i valori ed i principi di una realtà sana ed importantissima come quella del Cittadella, strutturata magnificamente dalla famiglia Gabrielli la quale gestisce fantasticamente da sempre l’aspetto calcistico del territorio. Gran parte del merito va dato soprattutto alla grande competenza del direttore Stefano Marchetti, il migliore della cadetteria per distacco al momento, ed al coraggio di mister Venturato nel far debuttare un ragazzo di appena 18 anni in Serie B. Marco ha dimostrato poi di meritare tutta la fiducia che l’ambiente, lo staff e la società avevano riposto in lui. Sono sicuro che ricorderà per sempre con molto piacere il club granata e che porterà lo stesso nel cuore per tutta la durata della sua carriera. Ci siamo sentiti ieri prima della partita e mi ha confessato che fosse molto emozionato nell’affrontare per la prima volta la squadra che, di fatto, lo ha lanciato nel calcio che conta. All’andata al Tombolato era assente per infortunio: forse sarebbe stato ancora più affascinante giocare dinanzi ai suoi ex tifosi ma anche farlo all’Arena Garibaldi, seppur vuota, ha avuto il suo perchè.”

Per senso della posizione, personalità, qualità tecniche e buona capacità in fase d’impostazione Varnier è stato più volte paragonato a Leonardo Bonucci. Prendendo con le dovutissime pinze un accostamento tanto importante, vista la carriera e caratura del centrale della Nazionale e considerando che spesso tali paragoni più che far bene vadano a condizionare in negativo il percorso di crescita di un giovane calciatore, credi che una volta raggiunta l’imprescindibile stabilità a livello fisico ed atletico, Marco possa raggiungere livelli talmente importanti?

“Sarebbe un sogno. Il paragone, seppur mi piaccia molto dal punto di vista tecnico, l’ho sempre visto abbastanza impegnativo. Bonucci è un pilastro della Juventus, vanta oltre 100 presenze in Nazionale e da oltre dieci anni è tra i migliori al mondo nel suo ruolo. Marco è considerato un centrale forte fisicamente ma come hai sottolineato tu ha anche delle ottime potenzialità tecniche, ancora forse un pò nascoste, ma che con il lavoro in futuro potrebbero pian piano venire fuori in maniera più marcata. Se dovessi trovare un identikit più adatto alle sue caratteristiche, personalmente, ti direi Mats Hummels del Borussia Dortmund, più attento alla fase difensiva e meno a quella relativa all’organizzazione di gioco come invece ha dimostrato di saper fare come nessun altro proprio Bonucci. Detto questo, credo che Marco possa ricoprire entrambi i ruoli nel pacchetto arretrato giocando sia a tre che a quattro. Anche ieri, se ci facciamo caso, ha interpretato alla grande le due posizioni nella diversa fisionomia assunta da parte della difesa neroazzurra nell’arco del match. Probabilmente Varnier è più marcatore e meno playmaker ma in ogni caso stiamo parlando di giocatori di livello mondiale che rappresentano veri punti di riferimento per lui. L’obiettivo prioritario ora è però quello di andare a riprendersi ciò che la malasorte gli ha tolto e sfruttare il campionato cadetto come potenziale trampolino di lancio per arrivare a confrontarsi su palcoscenici di primissimo livello. In tal senso sarebbe straordinario che ciò accadesse dopo dei playoff disputati da protagonista assieme al suo Pisa .”

Chissà che ciò non possa accadere tra le file dell’Atalanta, club che ne detiene il cartellino. Ho più volte notato Gasperini fare il suo nome in ottica futura ed i grossi investimenti che la società orobica ha sostenuto per assicurarsi e far crescere il difensore sono elementi che portano a pensare che a Bergamo lo spazio per l’ennesimo giovane da poter lanciare ad altissimi livelli ci possa essere eccome. Sei fiducioso che ciò possa accadere presto?

“L’Atalanta oramai è una squadra d’èlite. Non possiamo più definirla provinciale o sorpresa perchè è tra le migliori 4 squadre d’Italia e tra le prime 8 d’Europa. Marco è di proprietà degli orobici e la società ci tiene molto a lui ed al suo futuro, essendo contrattualmente legati al ragazzo per altri quattro anni. Sartori, Gasperini e Percassi lo seguono molto attentamente e lo aspettano a braccia aperte anche perchè il club bergamasco ha effettuato un grosso investimento su di lui credendo da subito nelle sue qualità. Lo stanno monitorando e stanno valutando la sua evoluzione sul piano fisico e tecnico dopo il rientro dall’infortunio. Posso dirti che questo lockdown per noi, sotto questo punto di vista, è stata una vera e propria manna dal cielo. Forse un indice di cambiamento rispetto alle sciagure del passato, che forse ci consentirà di riprenderci ciò che finora non siamo riusciti a conquistare per i motivi di cui sopra. Il sogno mio, e di Marco, sarebbe quello di approdare all’Atalanta, non ci nascondiamo, perchè se lo merita. Sicuramente dovrà dimostrare di stare bene e di meritare la maglia della Dea come fatto due anni fa. Per me è assolutamente all’altezza di farlo e di ottenere l’opportunità di confrontarsi assieme a tali campioni”.

Chiusura su un altro tuo assistito tutt’altro che baciato dalla sorte, ossia Luca Ghiringhelli. Anche il difensore del Cittadella ha subìto un infortunio al ginocchio qualche settimana fa a Livorno che lo costringerà a stare lontano dai campi per un pò di tempo. Che ne pensi del suo rendimento stagionale e sei fiducioso sul suo rientro?

“Luca a Cittadella si è reso protagonista di un’ottima stagione al pari di tutta la squadra granata. E’ un giocatore solido, forte tatticamente oltre che un ragazzo stupendo che in questo biennio ha saputo conquistare la stima di tutto l’ambiente. Dovrebbe tornare a breve perchè, fortunatamente, l’infortunio patìto al Picchi non sembrerebbe grave”.

 

 

 

 

 

 

 

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