ESCLUSIVA PSB – Di Quinzio: “Contento per la Spal. Su Beghetto ed i miei obiettivi”

Davide Di Quinzio, centrocampista duttile del Como, sta disputando una grande stagione al suo primo anno coi Lariani dando così seguito a quanto di buono fatto vedere nel precedente triennio con la maglia della Spal. Raggiunto in esclusiva dalla redazione di pianetaserieb.it, Di Quinzio ha parlato dei suoi obiettivi personali e col Como oltre che ritornare sul suo addio doloroso con la Spal. Ecco l’intervista completa:

Dopo 3 anni alla Spal sei passato in estate al Como. Come è stato l’impatto e l’ambientamento coi Lariani?

“Mi sono subito ambientato bene al Como anche perché conoscevo già il direttore ed il Mister mi ha fatto subito una buona impressione così come i nuovi compagni. Sicuramente non è stato facile lasciare Ferrara dopo 3 anni perché avevo stretto un bel rapporto con tutti ma tutto sommato ho avuto un buon ambientamento qui”.

Quali sono i tuoi obiettivi personali e quelli collettivi col Como?

“Dal punto di vista individuale vorrei continuare così, magari segnare ancora qualche gol per poi finire alla grande la stagione. Collettivamente non ci eravamo posti alcun obiettivo: ora siamo a ridosso dei playoff e vedremo partita dopo partita cosa succederà”.

Quando in estate hai lasciato la Spal in un’intervista hai palesato la tua delusione per questa scelta da parte della società Ora, anche alla luce dei risultati, il dispiacere permane o in qualche modo si è “affievolito”?

“In estate ci rimasi giustamente male perché dopo aver vinto il campionato e dopo aver giocato per 3 anni credo sia giusto restarci così. Ora sono contento per quanto stanno facendo loro ma dopo la delusione iniziale mi è passato il tutto ed ora penso solo a me stesso; mi è dispiaciuto ma ormai il passato è alle spalle”.

Una domanda su Beghetto: la scorsa stagione, numeri alla mano, l’esterno ha giocato in media 50 minuti a partita. Quest’anno è esploso dopo un inizio in sordina: secondo te la sua esplosione, che lo ha poi portato al Genoa, era legata a questioni tattiche o semplicemente ad una continuità di prestazioni da trovare?

“Anche l’anno scorso quando ha giocato aveva fatto bene ma a sinistra c’era Mora, le cose andavano bene e quindi il Mister ha preferito andare avanti con le sue idee. Quest’anno ogni volta che è sceso in campo ha sempre fatto la differenza; è un ottimo giocatore, ha un gran piede e credo che anche grazie ai maggiori spazi presenti in Serie B rispetto alla Lega Pro è uscito per il calciatore che è. Complimenti a lui ed avrà un gran futuro a Genova”.

Ricollegandomi a questa differenza tra Serie B e Lega Pro ti chiedo; secondo te il passaggio dalla Primavera alla Lega Pro per alcuni calciatori giovani può essere un fattore che può “rallentare” la carriera quando questi ultimi non si trovano sin da subito a proprio agio?

“Sicuramente il salto dalla Primavera alla Lega Pro per ritmi e movimenti è difficile. In Serie B, anche se non ci ho mai giocato ma mi è stato detto da compagni ed addetti, gli spazi sono maggiori ed i calciatori tecnici hanno maggiore libertà. Non nego che m piacerebbe giocare in Serie B per poter dimostrare di poterci stare tranquillamente”.

 

Classe '96, amante del calcio e delle sue storie, innamorato della Serie B. Giornalista pubblicista dal settembre del 2020. Laureato in Scienze della Comunicazione.

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