ESCLUSIVA PSB – Belloni, ag. Di Gregorio: “Michele è migliorato molto grazie a Stroppa. Avere alle spalle un presidente come Berlusconi porta tranquillità ai giocatori”

ESCLUSIVA PSB BELLONI DI GREGORIO – Nonostante le premesse di inizio stagione, il Monza non se la passa benissimo e la prossima avversaria si chiama Parma. La nostra redazione ha contattato in esclusiva Belloni, procuratore di Michele Di Gregorio, portiere dei biancorossi, per parlare appunto del momento del ragazzo e della squadra. Ecco le sue parole.

Innanzittutto come sta Michele, quali sono le sue sensazioni per l’avvio di stagione? C’è un po’ di sconforto per i risultati che faticano ad arrivare?

«Il ragazzo sta bene, sta giocando e facendo delle buone prestazioni, peccato per i risultati che non sono sicuramente quelli che ci si aspettava all’inizio. Il campionato di B è molto difficile, il livello si è alzato parecchio. Sicuramente il Monza non è la squadra più forte del campionato e questa è una cosa che devono capire i giocatori, nel senso che il livello è alto sia se giochi con la più piccola che con la più grande. Faccio fatica a trovare una piccola tra le grandi squadre, forse il Cittadella, ma i granata tutti gli anni arrivano a fare le semifinali play-off.

È ovvio che la classifica in questo momento non sorride ai biancorossi, ma la stagione è molto lunga e ci sono tanti club raccolti in pochi punti: quindi mi auguro che inizino un filotto positivo e lo portino avanti. C’è da dire che la sfortuna si è accanita contro i brianzoli: è stato preso un attaccante (Favilli, ndr) che in pochi giorni si è fatto male, quindi giochi con delle assenze davanti che pesano. La B è vinta da squadre che hanno attaccanti molto prolifici, infatti ci sono punte, da anni in categoria, che ti garantiscono 15-18 reti: per esempio nel Lecce hanno segnato l’ultima gara Di Mariano e Coda, già a 10 gol in due».

La guida tecnica è cambiata, si è passati da Brocchi a Stroppa, allenatore esperto che ha portato due anni fa il Crotone in A. 7 partite su 7 da titolare confermano la fiducia che il tecnico nutre nei confronti di Di Gregorio. Ecco, com’è il suo rapporto col Mister? Ha notato dei miglioramenti?

«Lui mi ha detto che si sta trovando bene. Parliamo di un allenatore, come gli ultimi incontrati, che prediligono il gioco dal basso coi piedi quindi anche durante l’allenamento fa tante sessioni di possesso palla con la squadra. Posso dirti che Michele è migliorato molto, adesso col sinistro rinvia e parlando anche con altri addetti ai lavori, rispetto all’anno scorso si vede un ulteriore miglioramento. Il portiere è un ruolo molto delicato, ne giocano 20 in A, 20 in B e 60 in C; lui – da quando è iniziato il suo percorso professionistico – è stato bravo a mantenere sempre il ruolo da titolare. L’anno scorso è partito dietro Lamanna a causa di un tampone positivo che l’ha tenuto fuori un mese intero però poi ha giocato tutte le partite. Qui a Monza siamo con un obbligo di riscatto in caso di Serie A, motivo in più per il quale Michele crede in questo progetto: per il secondo anno si è prospettata la possibilità e ha detto subito di sì, il 20 giugno avevamo già fatto tutto in netto anticipo».

A tuo avviso, dietro le difficoltà oggettive della squadra possono celarsi ulteriori motivi come ad esempio l’eccessiva pressione dettata dalla presenza di Galliani e Berlusconi e le scorie per la promozione in A, sfumata l’anno scorso sul più bello?

«Non credo, anzi chi si trova lì deve ritenersi fortunato a mio avviso, perché soprattutto nel momento in cui c’è una precarietà a livello economico in tutti i mondi, la garanzia di avere alle spalle la presidenza di Berlusconi ti porta tranquillità. Negli anni il presidente ha sempre raggiunto i traguardi prefissati e di conseguenza non penso sia felice dell’andamento attuale.

La promozione sfumata non c’entra nulla e posso anche dirti che quando tu parti senza nasconderti, martellando continuamente con ‘il Monza deve vincere’, crei anche una sorta di astio e di competizione in più: possiamo fare un paragone con la Juventus degli anni d’oro, dove tutti facevano la guerra, a maggior ragione contro i bianconeri. Quello che vedo io, quindi, è che tutte le squadre affrontano il Monza in maniera molto competitiva senza regalare nulla. Rapportando il Monza a Berlusconi e Galliani, quando vinci tanto hai molta gente che ti ama e che ti odia: è ovvio che ci siano tanti gufi contenti per il fatto che i biancorossi stiano zoppicando. Nel complesso penso che ci sia spazio per potersi rimettere a posto, lo spogliatoio è compatto e l’ambiente è fin troppo sano».

Sul futuro. «Ieri ho incontrato Michele e abbiamo fatto un po’ il punto della situazione. Lui sa di avere altri due anni di contratto con l’Inter e guardando più in là, se la squadra non dovesse raggiungere la A quest’anno, si riaprirà nuovamente il giro delle porte. Parliamo di due operazioni analoghe, solo che al posto del diritto, ora c’è l’obbligo di riscatto in caso di promozione. Ripeto, il Monza ha puntato su di lui già dall’inizio della stagione passata perché ha capito che serviva un giocatore affidabile oltre che a livello tecnico, proprio come persona. Michele è un ragazzo apposto, abbinato, io gli dico sempre che è un finto calciatore sotto certi punti di vista».

 

Classe '96. Sono un appassionato di calcio a 360°. Questo sport è il vero e proprio "oppio" dei popoli ed io di certo, non mi sottraggo alla sua forza magnetica. La Serie B è un campionato difficile ma incredibilmente divertente, e poterne scrivere, grazie a questa redazione, mi rende orgoglioso.

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