Lecce, Corini: “Siamo convinti di poter essere protagonisti, ma non partecipo a giochetti”

CORINI LECCE – Eugenio Corini, tecnico del Lecce, ha parlato ai microfoni de “La Gazzetta del Mezzogiorno“. Ecco quanto ripreso da pianetalecce.it: “Abbiamo sempre detto di volere disputare un campionato da protagonisti e siamo convinti di poterlo fare. Non partecipo, però, al giochetto di chi indica altri come favoriti per cercare di scaricare il peso della responsabilità, allontanandolo dalla propria formazione. Andremo avanti gara dopo gara, come abbiamo sempre fatto sino ad oggi, per la nostra strada.

Troppi gol subiti? Non è una questione di reparti. Si attacca in 11 e si difende in 11. Vogliamo proporre un gioco offensivo e per questo è fatale concedere qualcosa. Al contempo, è senz’altro possibile trovare un equilibrio tra le due fasi e per riuscirci dovremo dimostrare in ogni gara la stessa voglia, la medesima volontà, un analogo spirito di sacrificio, sia quando spingiamo alla ricerca della rete che quando ripieghiamo per evitare di incassarla. Abbiamo avuto quattro mesi per conoscerci bene. Ora bisogna migliorare. Sappiamo di doverlo e di poterlo fare.

Sul piano personale ho trovato esattamente ciò che mi aspettavo dopo avere parlato con i vertici del club, ovvero una società che mi sostiene e mi supporta e che voglio ripagare con il massimo impegno, finalizzato al raggiungimento dei risultati. Circa il cammino fatto sin qui, non spetta a me dare voti, ma sappiamo di avere lasciato per strada qualcosa. Conseguentemente, la nostra classifica non è quella che avremmo sperato di avere a questo punto del campionato. Siamo però convinti che abbiamo le carte in regola per migliorarla nella restante parte dell’annata agonistica ed è a questo che ambiamo.

Il mercato? C’è la volontà di migliorare l’organico con i giusti innesti. L’obiettivo è quello di fare restare in rosa e di inserire calciatori funzionali al progetto e che, al contempo, siano assolutamente motivati ​​e convinti di farne parte. Il ritorno al lavoro dopo la sosta? Ho notato l’atteggiamento giusto. La voglia di ricominciare il percorso. Avevamo dato un programma da svolgere a casa. Tutti lo hanno seguito e si sono presentati in buone condizioni. C’era bisogno di una breve sosta per rigenerarsi dal punto di vista fisico e mentale, dopo una fase della stagione nella quale siamo andati in campo quasi ogni 3 giorni.

Il ritiro? Mancano due partite alla conclusione dell’andata. Poi inizierà subito il ritorno. Vogliamo lavorare bene e stare insieme per prepararci sempre meglio al prosieguo del campionato. La Reggina? Quello cadetto è un torneo complicato, ricco di squadre di spessore. L’undici amaranto ha iniziato bene con Toscano. Poi ha avuto delle difficoltà. Ora, con Baroni, pur avendo perso l’ultimo incontro, sta facendo di nuovo bene. Ce la vedremo con un team che ha valori importanti. Ma anche noi li abbiamo e vogliamo sfoderare una grande prestazione. Com’è il calcio senza tifosi? Anestetizzato.  La spinta che deriva dal calore o anche dalle critiche dei tifosi è preziosa“.

Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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