Salernitana, Casasola: “La Curva Sud Siberiano mi ricorda quella del Boca Juniors. Reggiana? Giusto ci diano la gara vinta”

CASASOLA SALERNITANA TIFOSI – Tiago Casasola, laterale della Salernitana, ha concesso una lunga intervista ad Il Mattino nella quale si è soffermato a 360 gradi sui temi caldi in casa granata: dal recente passo faldo di Ferrara, agli ambiziosi obiettivi del gruppo di Castori senza dimenticare la spinosa vicenda Reggiana, il rapporto tra società e tifosi e le parentesi alla Lazio ed al Cosenza. Queste le sue parole diffuse da SalernitanaNews.it:

È difficile dire no quando ti chiedono di tornare a casa”.

“Sconfitta di Ferrara? Si è trattato di un episodio isolato: abbiamo sbagliato approccio alla gara, al di la della forza della Spal. Non vogliamo più ripetere questo tipo di partite”.

“Ci alleniamo tutti i giorni per affrontare tutte le gare al massimo e finora abbiamo disputato partite importanti grazie ad un’ottima condizione fisica. Questo è frutto di un ottimo ritiro fatto a Sarnano. Naturalmente siamo soltanto all’alba del campionato e c’è ancora tanto da migliorare e da sudare, ma siamo sulla buona strada”.

Di sicuro, per l’ex Cosenza, non sarà una stagione come quella sotto la gestione Colantuono: “Sono stati momenti diversi: quest’anno siamo partiti bene perché ci siamo preparati a fare un anno importante. Dei reduci di quella squadra oggi vedo un gruppo di veterani, uno spogliatoio fatto di uomini che sanno quello che vogliono. Salerno merita giocatori importanti e squadre importanti. Consociamo la piazza da qualche anno e questo ci può aiutare. Il nostro obiettivo è dare una bella soddisfazione alla città e a tutti i tifosi”.

“Non so dove arriverà la Salernitana, ma so che ce la metterà tutta per arrivare fino alla fine. La squadra è buona, ci sono giocatori forti ed è guidata da un allenatore di grande esperienza. Gli ingredienti ci sono tutti per fare più che bene. Proveremo a vincere tutte le partite e chiudere il campionato il più in alto possibile in classifica. Le somme si tirano alla fine. Noi abbiamo voglia di fare un campionato importante”.

“Sono comunque pronto a dare una mano sempre e ovunque. Con Castori poi è tutto più facile perché ti fa sentire bene soprattutto a livello umano. È un allenatore capace di trasmettere voglia di fare e di crescere. Siamo una rosa di buon livello per la categoria. Se mi chiede dei singoli dico che un giocatore importante è Mantovani che mi ha molto sorpreso per come è tornato in campo dopo tanto tempo. E poi c’è André Anderson che ha veramente numeri di categoria superiore”.

La B è sempre imprevedibile, sono tutte avversarie difficili. Sulla carta è chiaro che le tre retrocesse sono le più forti. Occhio anche al Chievo. La vittoria che abbiamo ottenuto contro i clivensi al Bentegodi è stata importante perché ci ha dato tanta fiducia nei nostri mezzi”.

Sui dissidi tra tifoseria e società: “Non ci riguarda, noi proviamo ad isolarci. Personalmente spero sia una cosa momentanea: mi auguro che queste divergenze possano passare. Magari con l’aiuto dei risultati che naturalmente dovremo mantenere. Il rapporto tra tifosi e squadra, invece, è sempre stato più che buono. Soprattutto nei momenti difficili. Penso alla gara playout di andata con il Venezia: l’Arechi era pieno. Quello che ci manca è il calore della sud. A me quella curva ricorda tanto quella del Boca Juniors”.

“Salernitana-Cosenza dello scorso anno? Nel bene e nel male sono molto sanguigno. Ho sbagliato ed ho chiesto scusa e chiedo ancora scusa. La mia reazione dopo quella sconfitta non è stata giusta e me la sono presa con una persona in particolare. Mi scuso, mi sono pentito e vergognato del mio gesto e non ho problemi a dirlo. Ma dico anche che mi sono molto identificato in questa piazza. Basti pensare che 10 giorni dopo l’improvvisa e tragica scomparsa di mio padre ero in campo per mantenere la categoria con la Salernitana. Questo per far capire quanto tengo a questa maglia. Sarò sempre grato a questi colori perché Salerno mi ha fatto diventare giocatore”.

Sull’addio dello scorso anno: “Non c’è stato nessun litigio con Ventura. C’è stato un confronto diretto e abbiamo deciso che la cosa migliore per tutti era il mio ritorno alla Lazio. Poi purtroppo non ho avuto spazio a Roma. Ma è stata una scelta condivisaCon il senno del poi è una scelta che non rifareiPer un calciatore rimanere ai margini è una cosa molto difficile. Per fortuna sono una persona forte a livello caratteriale e sono riuscito a tenere botta, allenandomi al massimo per poi andare a Cosenza dove mi sono ritrovato e per questo sento di ringraziare la società e il direttore Trinchera che hanno avuto fiducia in me nonostante sei mesi di lontananza dal calcio giocato”.

Sul rapporto con la Lazio: “Credo che chiunque viene qui sa bene cosa significa e quanta importanza abbia la maglia granata per Salerno. Diventi praticamente salernitano. Intendiamoci, porto rispetto per la Lazio e direi una bugia se dicessi che non mi piacerebbe andare a giocare in massima serie. In questo momento però non ci penso neppure alla Lazio. La mia testa è qui. A Salerno”.

Sugli spalti vuoti a causa dell’emergenza Coronavirus: “È un calcio diverso. Soprattutto noi che a Salerno siamo abituati bene. Spero che i nostri tifosi possano ritornare al più presto su quei gradoni. Per noi quella curva è un’arma in più che adesso ci manca terribilmente”.

“Credo sia giusto ci diano la partita vinta. Con tutto il rispetto per la Reggiana noi eravamo pronti per giocare e ci siamo presentati sul campo. Vediamo cosa decide il Giudice Sportivo, ma credo e spero che la sentenza sorrida alla Salernitana”.

“Miglior tecnico avuto? Castori, e non lo dico perché è quello attuale. Mi ha sorpreso come tecnico: ci troviamo tutti benissimo. Parliamo di un mister che è il più esperto o tra i più esperti in B, è nel calcio da una vita, gli piace allenare e ci sta dando davvero tanto. Noi siamo consapevoli della nostra forza, ma Castori e il suo staff sono l’arma in più della Salernitana”.

“Cerco sempre di dare il massimo, di sudare la maglia e di dare tutto per la divisa che indosso. Il difetto è quello di essere sanguigno che spesso mi porta a commettere degli errori proprio perché ho la testa caldaI cross sbagliati? Hanno ragione, bisogna che mi alleni per migliorare. Ne ho sbagliato uno con la Reggina ed è finito in porta: se proprio li devo sbagliare speriamo di sbagliarne sempre così”.

bonus
22 anni, vivo e studio a Catanzaro. Amante a 360 gradi dello sport più bello del mondo: calcio internazionale, Serie A, B e C sono il mio ossigeno.

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