Come cambierà il calcio negli stadi? Capienza, controlli e restyling: le novità

CALCIO ALLO STADIO CORONAVIRUS – L’emergenza Coronavirus cambierà, nel medio-lungo termine, la concezione del calcio ed a farne le spese saranno gli stadi con la folla di tifosi non più ipotizzabili nel breve. Stando all’analisi effettuata dal Corriere della Sera il calcio potrebbe giocarsi a porte chiuse per tutta la stagione 2020-2021. Una previsione di come si andrà avanti è stata fatta da Mark Fenwick, tra i più importanti architetti al mondo che ha individuato in distanziamento, controlli ed automatizzazione i passi fondamentali. Gli ingressi negli stadi – si legge su tuttopisa.com – saranno scaglionati in fasce orari per evitare assembramenti; la capienza degli impianti verrà ridotta per aumentare lo spazio tra un tifoso e l’altro ed anche gli ultras dovrebbero abbandonare le vecchie abitudini e vedere la gara seduti ed a distanza dagli altri tifosi. Ci sarà il controllo della temperatura e si pensa a controlli di riconoscimento facciale per accelerare le procedure. La mascherina sarà obbligatoria e nei bar non potranno circolare soldi cartacei con i pagamenti in modo virtuale. L’unico dubbio è legato a chi sta effettuando nuovi impianti in questi momenti, o restyling, e, soprattutto, ai costi che ciò comporta: in quanti potranno permetterselo?

Classe '96, amante del calcio e delle sue storie, innamorato della Serie B. Giornalista pubblicista dal settembre del 2020. Laureato in Scienze della Comunicazione.

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