Cremonese, Braida: “Brescia? Pippo Inzaghi è un esemplare unico, vive per il calcio”

BRAIDA CREMONESE INZAGHI – Ariedo Braida, dirigente della Cremonese, ha parlato al Corriere della Sera in vista del derby col Brescia, dove lui ha militato da ragazzo. Ecco le sue parole, riportate da tifobrescia.it:

GLI ESORDI A BRESCIA“Mi mancava la maturità che a 21 anni adesso molti calciatori hanno già. Però piacevo ad Azeglio Vicini, che è stato un secondo padre: sentire la sua stima mi ha aiutato a crescere. Quello spogliatoio poi era formidabile: c’era il mio amico Egidio Salvi, di giocatori “dribblomani” come lui e Bruno Conti non ne nascono più. Andavamo a cena con le nostre famiglie, c’era quel gusto di restare insieme che ora mi pare smarrito. Si è perso il piacere di fare alcune cose gratuitamente, per aiutare un compagno. A Brescia avete conosciuto uno come Zigoni, che giocava per il piacere di farlo; ora i calciatori sono aziende, imprenditori della propria immagine”.

INZAGHI“Pippo è un esemplare unico. Viveva per il calcio ed è ancora così. Questa settimana non ci sentiremo perché siamo avversari, ma mi sembra già di vederlo mentre si prepara mangiando riso e bresaola. Io e Galliani avevamo una regola aurea: contavano i gol registrati sugli almanacchi. Lui è sempre andato in doppia cifra. Era già convinto di diventare allenatore: con una passione così maniacale, era la destinazione naturale. A questo calcio manca gente vera come Mazzone. Non si trova più. Ma, senza pallone, due come me e Inzaghi non riescono a stare”.

PRONOSTICI“Mi sarò dimenticato (di inserire il Brescia tra le favorite in un’intervista, ndr), alla mia età, succede. Come si fa a non pensare il Brescia tra le primissime? Le uniche delusioni sono Parma, Monza e Crotone, ma sono solo a sei punti dalla mia Cremonese. I primi conti si fanno al termine dell’andata”.

Classe '96. Sono un appassionato di calcio a 360°. Questo sport è il vero e proprio "oppio" dei popoli ed io di certo, non mi sottraggo alla sua forza magnetica. La Serie B è un campionato difficile ma incredibilmente divertente, e poterne scrivere, grazie a questa redazione, mi rende orgoglioso.

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