Ternana, Bandecchi cede il club?: “Ho avuto interessamenti, ci sto pensando seriamente”

BANDECCHI TERNANA SERIE B – La Ternana è tornata meritatamente in Serie B. Un campionato travolgente quello delle Fere, che hanno dominato un Girone complicatissimo e festeggiato, nella giornata di ieri, il nuovo approdo in cadetteria. L’unica nuvola nel cielo soleggiato sopra Terni, però, potrebbe essere quella generata dalle dichiarazioni del Presidente Stefano Bandecchi che, ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport“, ha nuovamente parlato della possibilità di lasciare il club: “Siamo tornati in una categoria nella quale la Ternana sta bene e che le compete. Com’è il proverbio? Chi rompe paga e i cocci sono suoi: io ho rotto, ho pagato e ho rimesso a posto i cocci. Ma adesso potrei finire qui la mia esperienza a Terni.

Io sono un uomo d’azienda, non un uomo di calcio. Qui a Terni ho fatto tutto quello che dovevo fare, ma sto riflettendo sul futuro. Non so se andrò avanti. Ho avuto interessamenti per cedere il club, ci sto pensando seriamente. Quanto abbiamo fatto è magico, totalmente inaspettato. Ho seguito la squadra quotidianamente e non potrò più farlo. Ho interessi di lavoro in giro per il mondo e spero a breve di poter riprendere a viaggiare, quindi non potrò stare ancora così vicino alla squadra, che è un’azienda che va gestita con cuore e testa, dando l’anima.

In questo campionato ho perso una sola partita, quella con il Catania in casa, ho fatto tutte le trasferte, ho vissuto la quotidianità e sono sempre andato in panchina come un tifoso a rappresentare proprio tutti i tifosi della Ternana. Essere stato occupato dalla squadra mi ha aiutato a non impazzire. La Ternana e il campo verde sono diventati un anti-stress molto utile. Per i risultati ottenuti e anche per tutto il resto.

Il canale tv tutto nostro, con la diretta delle partite, è stata una gioia in più, scacciapensieri. E poi abbiamo riallacciato il rapporto con la città grazie a varie iniziative realizzate per aiutare chi ha bisogno: con l’associazione “Terni nel cuore” sosteniamo 850 persone, e poi abbiamo acquistato attrezzature per l’ospedale, creato posti di lavoro e fatto i campi di allenamento per i ragazzi sistemando l’area dello stadio. È tornata la ‘ternanità’, un modo diverso di interpretare il calcio.

Chi voglio ringraziare per i successi della squadra? Il grande lavoro del D.S. Luca Leone, che fatto la squadra con ragazzi veramente in gamba: sembrano fatti con lo stampino, hanno tutti la stessa mentalità. E poi Cristiano Lucarelli, che ho scelto io per primo e ho voluto fortemente. È un talento inespresso del calcio italiano: ho sempre creduto in lui, era il pilota giusto per una grande macchina. Ho consigliato a Leone di incontrarlo e dopo otto ore insieme si sono piaciuti e in un anno tra di loro non c’è mai stata una sbavatura. Anzi, forse l’unica è che Lucarelli vuol far diventare Leone comunista (ride, ndr).

Io e Lucarelli siamo due livornesi molto diversi? Livorno è la mia città. Quando era in A ho provato a prendere la società ma Spinelli ha cambiato idea all’ultimo. Adesso sento dire che faranno un azionariato popolare per il futuro: in quel caso, parteciperò volentieri“.

bonus
Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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