🎯 Empoli, Stefanelli: “Ottenuti gli obiettivi prefissati. Fila arrivato per l’infortunio di Pellegri, crediamo in Magnino”
C'è soddisfazione
Fabio Fagiolini / IPA Sport / IPA
Il ds dell’Empoli Stefano Stefanelli ha parlato in conferenza stampa commentando il calciomercato appena concluso, come riportato da TMW.
Qual è il bilancio della sessione di mercato invernale e quali difficoltà avete affrontato?
“Il bilancio è positivo. Il mercato di gennaio è sempre complicato, ma sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati. Alcuni giovani avranno più continuità e sono arrivati giocatori e uomini giusti, utili sia in campo che nello spogliatoio. Il giudizio finale spetta comunque al campo”.
Come sono nate le trattative per Romagnoli e Fila?
“Romagnoli porta esperienza e conosce l’ambiente. Anche se fermo da tempo, si è sempre allenato ed è in buone condizioni. Il suo arrivo ha permesso a Tosto di andare a giocare con più continuità. Per Fila, l’infortunio di Pellegri ha cambiato i piani: inizialmente non si pensava di intervenire in attacco. Fila è giovane, ha già esperienza in Italia e si integra bene con il reparto offensivo”.
C’è stato un tentativo per riportare Kouame a Empoli?
“C’è stato solo un contatto preliminare, come succede spesso nei mercati, ma non era una trattativa semplice e non si è andati avanti”.
Che segnale rappresentano le cessioni dei giovani Lauricella, Baralla e Bagordo?
“Non è un segnale negativo per il settore giovanile. Lauricella è in prestito, mentre la cessione definitiva riguarda Baralla. Per lui si è presentata un’occasione importante con un club di alto livello, con un progetto tecnico adatto e una percentuale significativa sulla futura rivendita”.
L’arrivo del giovane Alessio Raballo Diaz dal Torino (classe 2006) è stato fatto per completare il reparto?
“Sì, è stata una valutazione puramente tecnica per completare la squadra, non uno scambio di prestiti”.
A centrocampo poteva arrivare qualcun altro oltre a Magnino?
“Magnino era uno dei primi obiettivi. Il Modena ha resistito a lungo, ma quando ha aperto il giocatore ha mantenuto la parola data all’Empoli, nonostante l’interesse di un altro club importante. Sono state valutate anche altre opzioni, ma Magnino era la prima scelta”.
Perché l’arrivo di Candela e come vede il futuro dell’Empoli?
“Candela è arrivato dopo il rientro di Carboni all’Inter. Per caratteristiche ed esperienza è adatto al sistema di gioco e offre più soluzioni tattiche. Il campionato resta difficile: sono entrati giocatori più esperti e l’obiettivo è trovare continuità e affrontare al meglio il girone di ritorno.
Avete cercato giocatori funzionali più che nomi altisonanti?
“Sì, l’obiettivo era inserire giocatori adatti al contesto e all’idea del mister. Non sono nomi ‘di grido’, ma hanno molte presenze in categoria e sono affidabili”.
Ci sono state trattative bloccate o dei “no” importanti? Ad esempio per Obaretin.
“Non ci sono stati veri ‘no’. Su Obaretin c’è stata solo una voce, ma la volontà del club e del giocatore era di continuare insieme”.
Situazione Ignacchiti: perché è rimasto?
“C’è stato qualche approccio, ma Ignacchiti è considerato un giocatore importante per l’Empoli. È di proprietà, cresciuto nel club, e la volontà comune era proseguire insieme”.
Dal punto di vista economico che mercato è stato?
“Probabilmente non in perfetto pareggio, anche a causa dell’infortunio di Pellegri che ha portato a un’operazione in più. La proprietà ha comunque dato piena disponibilità per chiudere quattro operazioni”.
Il mercato segna un cambio di tendenza verso progetti più duraturi?
“È l’auspicio. Il calcio è sempre più frenetico, ma la volontà è costruire un progetto tecnico a medio-lungo termine. Magnino rappresenta questo tipo di investimento umano e tecnico.
L’Empoli deve ancora crescere in personalità e gestione delle partite?
“Sì, la squadra è giovane e ha grande potenziale, ma deve completare il proprio percorso di crescita. I nuovi innesti possono aiutare. Serve continuità e lavoro, cercando di ripetere prestazioni importanti come quella di Carrara”.