🔥 Nuytinck: “Alla Samp ho ricevuto tanto affetto dai tifosi. Retrocessione? Affossati dal caos esterno, giocavamo senza stipendi”
Le parole del difensore
Simone Arveda/Getty Images - Via One Football
L’ex difensore della Sampdoria, Bram Nuytinck, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di gianlucadimarzio.com in cui ha parlato anche del periodo in blucerchiato. Di seguito le sue parole:
L’AFFETTO IN ITALIA – “Tra Udinese e Sampdoria ho ricevuto tanto affetto. Un bel momento? Quando sono stato nominato giocatore dell’anno a Udine. È un ambiente particolare, perfetto per crescere: in città si vive tranquilli, le persone ti trattano da eroe ma ti lasciano vivere con grande rispetto. E il club è top: non manca niente”.
LA SAMPDORIA – “Genova invece è diversa, bollente: il calcio è una passione che travolge tutti. Alla Sampdoria sono stato solo sei mesi: un periodo difficile per il club, quello della retrocessione dalla A alla B. Ma l’amore dei tifosi blucerchiati resterà con me a vita: mi scrivono ancora, mi chiedono di tornare. Sembro matto quando lo dico, ma sento ancora il fuoco dentro a parlarne. Il caos esterno ci ha affossato: giocavamo senza stipendi e settimana dopo settimana le cose si facevano sempre più difficili. Mi auguro che la Samp possa tornare presto dove merita”.
PAFUNDI – “Si allenava con noi già a sedici anni. Vedevi una grande qualità, certo. Il problema, però, è che in Italia è difficile emergere: hai davanti a te giocatori forti ed esperti. In Olanda e in Belgio abbiamo necessità di puntare sui giovani perché il budget è ridotto. Dobbiamo valorizzare i ragazzi del vivaio e, se possibile, venderli. In Italia invece potete comprare con più facilità e il livello del campionato è più alto: lanciare i giovani diventa più rischioso”.