9 Febbraio 2026

🧨 Reggiana, Rubinacci si PRESENTA: “Io scelta azzardata? Non mi sento un debuttante! Dovremo sporcarci le mani, tutti”

Le dichiarazioni di presentazione del nuovo allenatore granata

Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images - Via One Football

Lorenzo Rubinacci, nuovo allenatore della Reggiana, si è presentato ufficialmente ai suoi tifosi nella sua prima conferenza stampa in granata. Di seguito le dichiarazioni più rilevanti, riprese da TuttoReggiana.com.

RINGRAZIAMENTI –Voglio ringraziare la proprietà, i presidenti e tutti i direttori che mi hanno scelto. Essere scelti è un onore, perché significa che ti riconoscono qualcosa di importante del tuo percorso. Sono contento che venga riconosciuta la mia passione, che è ciò che mi rappresenta di più. Amo questo mestiere: mi esprimo attraverso il lavoro e il calcio. Allenare la Reggiana è una possibilità incredibile, è un sogno per tanti. Oggi ho fatto il primo allenamento: alcuni li conoscevo già, altri li sto scoprendo. Tornare nello spogliatoio, cambiarmi lì, rivedere amici e collaboratori… mi sono sentito subito a casa“.

SCELTA AZZARDATA – “Scelta azzardata? Non mi sento affatto un debuttante. Ho esordito come primo allenatore nel 1997 in Serie C2 e da lì non ho mai smesso di fare calcio. Fare il vice, il primo allenatore, lavorare in Primavera o andare in Africa, a Miami, in Serie A con Nesta o Giampaolo è la stessa cosa: amo questo lavoro, sono un professionista e sono sempre a disposizione. Non mi faccio problemi di ruolo”.

CAMBIAMENTI – “Ho visto partite giocate bene e altre meno, con alti e bassi: è la normalità del calcio. Un subentro arriva sempre quando qualcosa non funziona, l’ho vissuto anche io l’anno scorso a Monza. È un momento di sofferenza, come entrare in un frullatore. La prima cosa che ho fatto, già da oggi, è lavorare sul cambiamento: se vogliamo invertire il trend serve un cambiamento emotivo. Serve equilibrio emotivo subito, che è il segreto dello sport e anche della vita. Voglio entrare nel cuore dei giocatori, devo voler loro bene da subito, con difetti, limiti e sofferenze. Credo nel percorso di cambiamento: dobbiamo togliere le cose negative e cambiare le facce. A volte basta questo”.

NESTA – “È un amico, un fratello minore, un maestro. Mi commuovo a parlarne. Di sicuro è il nostro primo tifoso”.

DISCORSO – “Quello me lo tengo per la gara di domani. Oggi ho toccato il tema del cambiamento: il cervello permette di cambiare subito, e questo percorso è già iniziato”.

SERIE B – “Bisogna vincere le partite, partiamo da qui. In Serie B bisogna sapersi sporcare le mani, tutti. Giocare bene per 70 minuti va bene, ma oggi tutti sono preparati: vinci e perdi con chiunque. Gestire il successo in Serie B è difficilissimo, l’equilibrio difensivo è fondamentale. Ma prima di tutto bisogna stare dentro le partite, difendere sull’ultimo corner, sull’ultima rimessa laterale. Siamo pronti a sporcarci le mani e ad andare avanti”.

MANTOVA – “È una gara importante, ma non da dentro o fuori come dice qualcuno: il campionato è lungo e il calcio resta vivo fino all’ultimo minuto. Noi dobbiamo vincere per la nostra gente, per riportarla allo stadio e farci aiutare. Il legame tra squadra e pubblico è un binomio troppo importante. Sarà una partita sporca. Con Modesto hanno cambiato totalmente stile di gioco rispetto a prima: ha messo i giocatori nelle posizioni giuste, dato un ritmo e una mentalità diversa. Stanno facendo molto bene. Noi dovremo essere più bravi di loro per vincere”.

CONFRONTI – “Più forte questa o la Reggiana di Nesta? Io amo tutte le squadre che ho allenato. È un paragone che oggi non posso fare. Alla fine della stagione darò una risposta”.

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