4 Febbraio 2026

🎙️ Empoli, Degli Innocenti: “Qui non è una parentesi. Questa è un’isola felice”

La lunga intervista

Sara Esposito / IPA Sport / IPA

Il centrocampista dell’Empoli, Duccio Degli Innocenti, ha parlato ospite a Radio Lady nel corso della trasmissione Incontro Azzurro.

Questo quanto ripreso da empolichannel.it:

Venivamo da due sconfitte, l’ultima anche piuttosto pesante, quindi volevamo reagire subito. Credo che in parte ci siamo riusciti: abbiamo affrontato la partita con l’atteggiamento giusto contro una squadra forte, costruita per vincere. Siamo contenti della risposta data e ora vogliamo alzare l’asticella già da sabato contro il Palermo.

Il Modena è una squadra fisica in tutte le zone del campo ed è probabilmente la loro qualità migliore. Abbiamo cercato di arginarli nel miglior modo possibile: in alcuni momenti ci siamo riusciti, in altri meno, ma la partita è andata sostanzialmente come l’avevamo preparata con il mister.

Sono stati fatti dei passi avanti, lo ha detto anche il mister nel post partita. C’è stata anche quell’occasione clamorosa che poteva cambiare la gara. È una partita che apre un periodo molto importante del campionato, con tante sfide contro squadre che lottano per obiettivi importanti.

Le prossime sono tutte partite fondamentali contro squadre che lottano per qualcosa di importante. Dobbiamo farci trovare pronti subito, a partire da Palermo che al momento è la partita più importante.

“È stata una partita molto dispendiosa, anche per il campo pesante dopo tanti giorni di pioggia.”

“La partita è stata molto dispendiosa: loro sono fisici, noi abbiamo corso tanto. Negli ultimi minuti eravamo un po’ corti, ma siamo comunque contenti della risposta data dopo un periodo negativo e vogliamo continuare su questa strada.”

“Il mister è qui già da qualche mese e stiamo imparando a conoscerlo sempre meglio. Abbiamo avuto alti e bassi, ma cerchiamo sempre di fare quello che ci chiede e ci stiamo trovando bene.”

Mi sono operato ad aprile e sono rientrato a fine settembre. Questo chiaramente ti penalizza perché perdi la preparazione e all’inizio fai più fatica. Mi è servito circa un mese per entrare in forma, ma ora mi sento bene fisicamente e sono contento della condizione che sto ritrovando.

“Forse proprio nell’ultima partita: a fine gara ero stanco ma mi sentivo bene fisicamente. Anche col Bari avevo fatto 90 minuti e già lì avevo capito che la strada era quella giusta. La condizione cresce partita dopo partita.”

A Empoli ho sempre giocato da play, quindi molti mi vedono in quel ruolo. Negli ultimi anni, invece, ho fatto quasi sempre la mezzala e mi trovo a mio agio. Mi piace imparare e avere più soluzioni nel mio bagaglio, anche giocando a due in mezzo al campo.

A Cesena una delle mie migliori prestazioni, ma perché è stata una grande prestazione di tutta la squadra. Abbiamo giocato su un campo difficile contro una squadra forte e il risultato è stato meritato.”

Oggi serve saper fare un po’ tutto. Le squadre marcano spesso a uomo, quindi meno punti di riferimento dai e meglio è. Serve muoversi, pressare, giocare la palla e inserirsi: è una richiesta del calcio moderno e del nostro mister.

Col Palermo sarà difficilissima. È una squadra costruita per arrivare nelle prime posizioni, con un ambiente caldo e uno stadio importante. Sono partite bellissime da giocare, non vediamo l’ora.

Fonte di ispirazione? Oggi direi Vitinha del Paris Saint-Germain. Con le dovute proporzioni, ha caratteristiche che mi piacerebbe esprimere anche io. Da piccolo invece il mio idolo era Pirlo.”

Ho iniziato a giocare alla Faellese e poi sono arrivato a Empoli a otto anni dopo alcuni provini a Monteboro. Da allora, con qualche parentesi, sono sempre rimasto qui.”

Da piccolo sognavo di fare l’attaccante, come tutti i bambini. Poi col tempo sono arretrato.

Mio nonno materno mi accompagnava agli allenamenti facendo tanti chilometri. L’altro nonno, da parte di babbo, era un ex calciatore: ha giocato a lungo a Siracusa ed è stato anche capitano. Mi ha sempre seguito e spronato. Mi diceva sempre di essere “cattivo” in campo, nel senso buono: determinato, deciso. È una cosa che mi è rimasta.

Allenatore importante per me è stato mister Buscé. L’ho avuto in Under 16 e in Primavera. Mi ha dato tanta fiducia e abbiamo vinto due campionati insieme. Ancora oggi ci sentiamo.

Con molti dello scudetto Primavera riesco a sentirmi. Non è facile mantenere i contatti con tutti, ma siamo rimasti legati e con qualcuno ci vediamo ancora spesso.”

Empoli non è una parentesi: sono qui da 15 anni. È l’ambiente dove sono cresciuto e mi piacerebbe restare a lungo. Questo senso di appartenenza è una grande forza.”

Quando passi tanti anni in una società lo senti davvero e lo riporti in campo. Qui a Empoli siamo in diversi ad aver fatto tutto il percorso nel settore giovanile e questo è un valore aggiunto.

“Guardo partite di tutte le categorie. Mi piace sia da tifoso sia per imparare qualcosa da ogni giocatore.”

Studio da tre o quattro anni e mi aiuta molto a staccare mentalmente dal calcio. È importante avere equilibrio e interessi diversi.”

Stare con gli amici e con la famiglia. Cose semplici, ma fondamentali.

“Il passaggio da Primavera a Serie A è stato devastante. Ti ritrovi contro giocatori con grande esperienza e qualità. Lo step è enorme e devi dare tutto per reggere il livello. L’esordio in Coppa Italia e poi in Serie A è stato qualcosa di immenso, soprattutto con l’Empoli”.

Come compagno direi che mi ha impressionato Tommaso Baldanzi. Come avversario Rabiot: quando ho esordito contro la Juventus mi ha impressionato tantissimo per forza, tecnica e personalità.

Empoli è un’isola felice. Qui trovi persone sempre pronte ad aiutarti, dal settore giovanile alla prima squadra. È una caratteristica che fa davvero la differenza.

Ci diamo obiettivi a breve termine, partita dopo partita. La Serie B è un campionato troppo difficile per guardare troppo avanti. Pensiamo a fare bene ogni gara, a partire da Palermo, e poi i risultati arriveranno.”

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