4 Febbraio 2026

💪🏻 Modena, Catellani: “Cauz e Cotali parte del gruppo. Ecco perché Gliozzi non è partito”

Tutte le spiegazioni

Modena Calcio

Il ds del Modena Andrea Catellani ha parlato in conferenza stampa per commentare la sessione invernale di calciomercato.

Queste le dichiarazioni, riprese da Parlandodisport:

“Attacco? In maniera oggettiva il reparto offensivo in estate non era stato toccato, anche perché avevamo ereditato dei contratti che ci avevano fatto propendere per confermare alcuni giocatori. A gennaio, siamo partiti fin da subito con l’accordo per De Luca, che si è visto ci può dare caratteristiche diverse. Ambrosino è stato un obiettivo fin da subito, ma era destinato ad un’altra squadra poi noi siamo stati pronti quando c’è stata l’opportunità. In estate si è voluto anche con principi aziendali e di patrimonio tentare di valorizzare giocatori che erano in organico e meritavano fiducia. Indubbiamente era il reparto dove pensiamo si potesse fare di più, anche come assortimento di caratteristiche: Ambrosino è importante anche il questo senso.

Nuovi talenti? Sono un direttore sportivo con un’idea di organizzazione particolare, mi piace avere un gruppo di lavoro forte. Credo che l’evoluzione del calcio chieda competenze specifiche, specialmente se è un’idea di calcio come la nostra, volendo investire anche su talenti giovani. Anche la proprietà mi sta sostenendo in questa visione. Imputato lo conoscevo personalmente, ma questa stagione lo abbiamo seguito almeno dieci volte live quest’anno. Abiuso? Ci sono giocatori che per sbloccare le proprie carriere hanno bisogno di giocare con continuità in ambienti diversi. Abbiamo ancora diritti importanti sul suo futuro ed è nostro interesse che faccia bene.

Massolin? E’ un giocatore diverso, un numero primo. Con quella fisicità e quella qualità, fa le due fasi in maniera incisiva, ha da subito suscitato interesse. Noi abbiamo messo la condizione che il giocatore avrebbe dovuto finire la stagione da noi, secondariamente quando abbiamo parlato con i 3-4 club che ce lo avrebbero lasciato, abbiamo voluto tutelarci e mantenere diritti sul suo futuro. Avremmo potuto guadagnare di più cedendolo all’estero, ma perdendolo subito. Messo tutto insieme abbiamo trovato punti d’incontro con l’Inter, la società che più di tutti lo ha voluto. E’ stata l’operazione che tutti volevano fare, siamo molto contenti. Con l’Inter i rapporti sono cordiali, ma non c’è nessuna ingerenza tecnica sul ruolo di Yanis: tutti lo vediamo nel ruolo di mezzala ibrida. Massolin è un ragazzo speciale, che dentro ha qualcosa di bello e di genuino. Quest’anno riusciamo ad essere più vicini alla gente e questa per me è una grande vittoria. Avevo detto che avremmo cercato di costruire una squadra in cui il pubblico si riconoscesse e questo si è visto anche nelle sconfitte.

Visione? Noi vogliamo crescere e rafforzarci, ma mai a discapito del progetto tecnico. Con l’operazione Massolin in estate avremo un tesoretto da investire e questo va nell’ottica della crescita del nostro club. Ci sono club come Udinese e Atalanta che ogni anno in questo modo si sono rafforzate e non sono più scese una volta andate in Serie A. Quello è un modello, un sogno: ad oggi la società sta coprendo tutti i costi, ma non è possibile continuare sempre così. Alla lunga lo sviluppo e la solidità del progetto sportivo va in questa direzione. Il player trading è l’80/90% di quello che può garantire sostenibilità ad un club. Per esempio una squadra come la Sampdoria ha fatto un mercato opposto al nostro e sabato si sconteranno due modelli diversi. Non vedo l’ora di giocarla perchè mi aspetto che la nostra squadra possa avere un vantaggio da questo. Sarà una partita complicata, ma sono certo che ci faremo trovare pronti come sempre finora.

Di Mariano e Magnino? Di Mariano è stato il tassello chiave per trovare un accordo per Palumbo, molto importante a livello economico. Nei primi mesi ha dato un ottimo contributo, poi nelle ultime settimane il progetto tecnico è virato verso le due punte. E’ uscita questa opportunità con un club importante con il Padova e poi c’è stata l’opportunità di prendere Ambrosino. Magnino è un ragazzo straordinario, che ha dato tanto al club e a me. Poi è arrivata un’offerta importante sia per noi che per lui, lui era chiuso e abbiamo deciso che fosse un’occasione da prendere. Gli faccio l’in bocca al lupo, ci ha aiutato tantissimo anche con i ragazzi stranieri in questi mesi, ma credo fosse la decisione giusta. Pensiamo che il suo ruolo sia coperto, anche con ragazzi del settore giovanile che possono essere asset importanti per il futuro e possano diventare ragazzi che possono far parte della prima squadra. Anche la cessione di Sarris ci ha fatto riflettere, ma di fronte all’offerta importante del Paok abbiamo deciso di farlo partire.

Futuro? I nostri piani sono di essere sempre più forti, a livello tecnico e di progetto societario. Si stanno facendo tanti investimenti sulle spalle della società, questo è un club che si immagina ancora più forte la prossima stagione. Per Nieling e per Beyuku sono arrivate offerte, Bryant lo hanno cercato in maniera insistente, ma non ci saremmo mai privati di un giocatore così a gennaio. C’è l’idea di una proprietà che non vuole indebolirsi.

Posizione in classifica? Il Modena è dove ce lo saremmo immaginati, con una buona continuità di prestazioni salvo il mese di dicembre. La grande soddisfazione è quella di aver generato valore nei giocatori e questo è un merito che va riconosciuto al nostro mister, che sta avendo coraggio nelle scelte. Credo che il Modena stia rispecchiando il nostro valore, ma dobbiamo tenere duro e consolidare la prestazione nei playoff per poi vedere a fine anno dove saremo e fare valutazioni.

Bilancio economico positivo? Non c’è un’indicazione precisa del club di dover rientrare in determinate situazioni economiche. La cessione di Magnino è andata oltre in questo senso, era l’ultimo centrocampista ad entrare e di fronte ad un’offerta buona per noi e per lui abbiamo accettato di venderlo. Cauz e Cotali rientrano nel progetto e avrebbero dovuto essere sostituiti. Per Pedro Mendes è arrivata un’offerta importante, l’abbiamo ascoltata e ne abbiamo parlato col giocatore. Poi la trattativa non si è concretizzata e Pedro è un professionista eccezionale e si è ributtato subito sul lavoro. L’ultimo giorno c’è stata qualche offerta per Gliozzi, ma avevamo delle condizioni da porre. Abbiamo cinque attaccanti per due posti, non c’è stata nessuna necessità di dover cedere, ma un’opportunità dettata anche dalla contingenza della situazione. Strizzolo è una situazione a parte che conosciamo dall’inizio della stagione.

Inter? Ci sarà ancora più rapporto di prima, l’operazione ha consolidato i rapporti tra i club Centrocampo? Il rientro di Sersanti, che potevamo forse rischiare anche la scorsa partita, ha influito sul fatto che non siamo intervenuti in mezzo al campo. Ci sentiamo coperti. Strizzolo? Mi sarebbe piaciuto trovare una sistemazione per lui, andrà in scadenza a giugno. Non giocare per un anno è qualcosa di brutto.

Mestiere di direttore sportivo? Non credo nell’uomo solo al comando, mi piace circondarmi di persone di valore che in certi ambiti ne sappiano anche più di me. E’ un lavoro complesso che sta evolvendo tanto e l’interpretazione del ruolo deve cambiare. Credo molto nella tecnologia e nell’organizzazione e bisogna stare al passo coi tempi. La finestra di mercato di gennaio è sempre qualcosa di particolare, in ogni mercato imparo e metto via qualcosa. Qui a Modena siamo fortunati perché abbiamo una proprietà sempre presente e in ogni momento posso confrontarmi con loro. A differenza di altri modelli di proprietà noi abbiamo questo vantaggio che mi dà una grande mano nel quotidiano. Molti successi dipendono anche dal fatto che la società mi permette di fare determinate scelte.

Laidani? E’ stata un’opportunità di mercato, un ragazzo visto quasi casualmente seguendo un altro giocatore. E’ stata un’ottima opportunità economica e ha caratteristiche da sviluppare. Sapendo di avere un patrimonio importante come Chichizola, mettergli di fianco un portiere così potesse essere interessante. Ad oggi non c’è l’esigenza di pensare ad un portiere titolare, ma anche avere portieri come Pezzolato o Laidani è importante.

Squadra? E’ tornata una sensazione positiva dall’inizio del girone di ritorno e da dopo la sosta anche con la partita di Padova. Si è ritrovato lo spirito della prima parte con tre partite senza subire gol. Il Modena dell’ultimo mese mi lascia tranquillo. Il mese di dicembre è stato di difficoltà più di risultati che di prestazione, ma la risposta della squadra è stata positiva. Il nostro gioco è molto dispendioso e che se non sei al 100% della condizione si rischia di fare meno risultati. Strutturalmente il nostro club si sta dotando di un centro sportivo proprio perchè con i campi non siamo all’avanguardia soprattutto in inverno. La cosa che mi lascia più tranquillo è proprio l’atteggiamento della squadra, che ha sempre risposto presente. Il Modena è in corsa per conservare questa posizione e per riprendere a correre”.

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