26 Gennaio 2026

💥 Benali fa CHIAREZZA: “Sognavo di portare il Bari in A, sono passato dal San Nicola a giocare davanti a poche persone”

Le parole dell'ex

Domenico Bari / IPA Sport / IPA

Ahmad Benali, in forza alla Virtus Entella dove si è trasferito in estate dal Bari, è tornato a fare chiarezza sulle regioni del suo addio al club pugliese. Rilasciate a Passione Bari – Radio Selene, riprendiamo le sue parole da Pianeta Bari:

Addio – “Per rispetto della piazza, dei miei ex compagni e della città non ho voluto far polemica, per questo non ho mai parlato prima. Credevo fosse meglio lasciare certe cose “in famiglia”. Tuttavia, una volta che il mio nome è stato chiamato in causa e sono state riportate cose non vere, ho pensato fosse giusto dire la mia, altrimenti sarebbe stato scorrettoIl mio sogno era riportare il Bari in Serie A e finire lì la mia carriera. Avevamo trovato un accordo per il rinnovo già a febbraio dell’anno scorso, ma la firma è stata posticipata più volte. Mi dicevano di fidarmi, e io l’ho fatto perché credo nella buona fede. Poi, dopo le vacanze, in cui la società non si è fatta sentire, sono tornato e ho capito che l’aria era cambiata“.

Rapporto con la società – “Mi sono confrontato con mister Caserta: lui mi stimava e mi avrebbe voluto, ma alla fine mi è stato detto chiaramente: “La tua presenza a Bari non è più gradita”. A quel punto, per dignità e rispetto dell’uomo prima che del giocatore, ho preferito togliere il disturboNon sono andato via per soldi né per migliorare la carriera: avevo ancora un anno di contratto con il Bari e ne ho uno con l’Entella, guadagnando la stessa cifra. Con tutto il rispetto, sono passato dal San Nicola a giocare davanti a poche persone. Questo fa capire che non è stata una mia scelta voluta e che la gente è intelligente a capirlo“.

Ricordi – “Per me è stata la piazza più bella e importante della carriera. I 4-5 mesi della finale playoff sono stati i più belli della mia vita a livello di spogliatoio. Il dispiacere è solo non aver potuto finire lì come volevo, ma tornerò spesso perché mi sento legato. Longo è un ottimo allenatore per la categoria, diretto e pratico. I tifosi vogliono vedere “uno di loro” in campo, gente che non ha paura e ci mette personalità, come Pucino, Maita o Maiello. Prima viene l’uomo che lotta, poi le qualità“.

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