🎙️ Bari, Longo: “Gytkjaer? Gli attaccanti vanno messi in condizione. Cuni deve migliorare in fase realizzativa”
L'analisi di Longo
Emmanuele Mastrodonato / IPA Sport / IPA
L’allenatore del Bari Moreno Longo, alla vigilia dell’importantissima sfida contro il Sudtirol, è intervenuto in conferenza stampa per analizzare il match. Riprendiamo le sue parole da Pianeta Bari:
Attacco – «Dobbiamo vincere e su questo siamo tutti d’accordo. Quando siamo arrivati la squadra era penultima per percentuale di trasformazione delle occasioni. Stiamo lavorando sulla precisione negli ultimi passaggi: a Cesena si erano visti buoni segnali, poi c’è stato un passo indietro. Con lo Spezia abbiamo calciato 21 volte verso la porta: non porta punti, ma è un trend a cui dobbiamo dare continuità. Per segnare serve il contributo di tutti, anche dei centrocampisti. Quando parlo di coraggio intendo proprio questo».
Palleggio avversario – «Sono molto d’accordo, è un altro aspetto da migliorare. Con lo Spezia c’è stata una fase della partita in cui non eravamo solidi, avevamo perso le distanze e non avevamo quell’ordine. Abbiamo subito due o tre imbucate che non possiamo permetterci. Va messo nel conto il fatto che, rispetto alle altre squadre, non abbiamo ancora un’identità forte e spiccata: le altre hanno mesi di lavoro alle spalle. Il tempo è poco perché giochiamo ogni tre giorni».
Gytkjaer – «Sotto questo aspetto devo spezzare una lancia a favore degli attaccanti. Lui ha fatto 14 gol a Monza, ma giocare per vincere il campionato è diverso, perché produci di più e arrivano più palloni. Le squadre che devono salvarsi hanno più difficoltà a farlo: gli attaccanti vanno messi nelle condizioni di avere palloni giocabili».
Amore per la maglia – «Credo sia fondamentale in tutti gli aspetti della vita, tutti dobbiamo dare una mano per raggiungere l’obiettivo. Dobbiamo essere i primi a dare un segnale all’ambiente: solo tutti insieme possiamo provare a fare un’impresa che sembra impensabile. Ho provato a dire ai ragazzi di mettere il Bari al primo posto, davanti a tutto: bisogna fare qualcosa in più. Non basta il compitino, mi auguro che con una scintilla possa riaccendersi quello che è successo nei venti minuti della ripresa con lo Spezia. Traorè mi ha detto: “Che belli quei venti minuti”. Dobbiamo farlo, perché se riaccendiamo i tifosi diventano nostri alleati».
Sudtirol – «Questa diatriba fra risultatisti e giochisti la trovo poco rispettosa per entrambe le parti. Il Südtirol di Castori non è risultatista, ma è una formazione che fa le cose molto bene. Se dovessi analizzare l’avversario insieme a voi, posso dire che sono maestri nella loro filosofia di gioco: hanno idee chiare e concetti che interpretano nel modo migliore. Stanno bene, sappiamo che ci costringeranno a fare una partita dura e sporca. Giocheranno in verticale, ci faranno correre».
Condizione – «La nostra difficoltà riguarda più aspetti. Arriviamo a metà febbraio con una serie di problemi: non si può escludere la parte psicologica o qualcos’altro. Oggi bisogna poter scendere in campo liberi di esprimersi, con la convinzione di poter fare cose che ti aiutano a performare meglio. Anche gli equilibri di squadra vanno rimodulati. Su qualche giocatore non si può non parlare di condizione, perché molti non giocavano da un po’. Ma oggi elencare i problemi, per quanto mi riguarda, non serve: io devo concentrarmi sulle soluzioni».
Continuità in partita – «La prestazione è fatta di tante cose: più elementi metti, più hai possibilità di fare quello che si è visto nei venti minuti con lo Spezia, avversario permettendo. Poi ci sono i momenti di ogni partita. Oggi, se vado a rivedere Bari-Palermo, loro non sono venuti dal primo minuto a prenderci a pallonate: per un’ora si sono trovati davanti una squadra più che dignitosa. Nella nostra condizione è presuntuoso pensare di fare novanta minuti a mille, però quando hai un buon livello devi essere letale per portare punti a casa».
Cuni – «La sua caratteristica è quella. Deve migliorare in fase realizzativa e nella conclusione a rete. Per quanto riguarda il lavoro sporco e l’attacco della profondità, ha ottime caratteristiche. Sapevamo questo, ma in un parco attaccanti è utile avere uno così: è stato scelto per questi aspetti, andava a completarci. A gennaio non era facile trovare uno da 15 gol, fermo restando che anche lui sa benissimo che sotto porta deve migliorare».