💥 Amadei: “Due persone mi hanno convinto a esonerare Dionigi. Fracchiolla? Non giudico un mestiere non mio”
Le parole del Patron
Il Patron della Reggiana, Romano Amadei, ha rilasciato un’intervista per Il Resto del Carlino in cui ha parlato dell’esonero di Dionigi e del momento granata. Di seguito le sue parole:
Patron Amadei, l’abbiamo vista con un giaccone rosso fuoco inedito allo stadio. Ha portato fortuna…
Risata fragorosa. «L’importante è che mi abbia scaldato… La scaramanzia la lascio ad altri».
È oggettivo invece che il cambio allenatore abbia portato bene.
«Beh, se devo giudicare dall’esito di questa partita direi di sì. Ci è andata bene nel finale, meno male che stavolta il Var è andato a nostro favore annullando il gol del Mantova. Però siamo solo alla prima partita di Rubinacci e il cammino per la salvezza sarà duro perché siamo ancora a diversi punti dalle zone tranquille. Certo, come si dice, chi ben comincia… Ma solo a fine campionato sapremo se abbiamo fatto bene o male a cambiare».
Lei è sempre stato restio sugli esoneri in corsa. L’anno scorso non voleva cacciare Viali.
«È vero, sono sincero, Viali non lo avrei cambiato anche perché mi affeziono alle persone e subentrano anche i rapporti e io in questo non sono molto bravo a decidere, perché nel calcio ci vorrebbero meno scrupoli. La maggioranza, come numero, dei miei soci voleva mandarlo via e alla fine così è stato. Dionigi poi però le prime due le aveva perse, eh. Dopo ha vinto col Modena e da lì è girato il vento fino a raggiungere la salvezza».
Avrebbe tenuto anche lui?
«Sì, mentre gli altri soci erano propensi a cambiare. Poi domenica mattina, all’indomani della sconfitta di Catanzaro, sono venute da me due persone – di cui non farò nomi, quindi non chiedetemelo – davanti all’Immergas. Mi hanno detto che c’era poco da fare e che serviva provare a invertire la rotta. Davanti a ciò, ho sentito purtroppo di accettare questa soluzione».
Non le chiedo il nome, però ha parlato di «due persone»: si tratta di dirigenti o giocatori?
«Vi lascio il dubbio…».
Le dispiace per Dionigi?
«Come ho detto, mi affeziono all’uomo. Non ci siamo frequentati molto, ma come persona non posso dire niente. È stata una presenza positiva e dobbiamo ringraziarlo, come hanno fatto i tifosi con lo striscione, per ciò che ha fatto l’anno scorso. Ho letto il suo messaggio di addio, si è ricordato di me citandomi e mi ha fatto molto piacere. Mi spiace di non essere riuscito a salutarlo di persona, ma chissà che non possa farlo presto».
Invece prima della partita col Mantova è sceso a salutare Rubinacci. Cosa vi siete detti?
«Non mi ricordavo di lui e del suo periodo qui con Nesta. Sono andato a dargli il benvenuto e a stringergli la mano, come è giusto che fosse».
Quindi il suo nome gliel’hanno suggerito sempre quelle due persone domenica scorsa…?
«Volete sapere troppe cose… Però dico una cosa sul nuovo mister: mi ha fatto un’ottima impressione in conferenza. Sa parlare bene ed è importante nel rapporto con la squadra».
Dionigi no?
«Prossima domanda?».
Come valuta l’operato del ds Fracchiolla? È sotto esame?
Silenzio. «Non è che non voglia rispondere, però non saprei cosa dire. Non voglio neppure giudicare un mestiere che non è il mio, anche perché sono anziano, non conosco più tanti giocatori e ho anche questioni di cui occuparmi in azienda. A fine stagione vedremo. Va bene come risposta? Le concedo un’ultima domanda. Non la sprechi…».
Novità societarie in vista?
«Nessuna. Chi sembra interessato non ha i soldi e chi ha i soldi non sembra interessato. Se avete notizie di chi vuole comprare la Reggiana, fatemi sapere…».