1 Gennaio 2024

Quali sono stati i migliori allenatori del 2023 di Serie B? Ecco la nostra top 5️⃣ (+1)

Difficile scegliere, livello altissimo

Francesco Pecoraro/Getty Images - Via One Football

Come sempre negli ultimi anni la Serie B è stato un campionato molto interessante anche dal punto di vista tattico. Alcune delle proposte più originali del calcio italiano sono state sviluppate in cadetteria e tanti degli allenatori oggi in voga e al vertice hanno cominciato qui a costruire le proprie fortune.

Ecco la nostra top 5 del 2023

  1. Claudio Ranieri Quando si è seduto sulla panchina del Cagliari la promozione aveva anche smesso di essere un tema in casa rossoblù. Tornato nella piazza in cui centrò il doppio salto dalla C alla A, l’allenatore ha dato serenità e fiducia a calciatori e ambiente, scoperto elementi prima non considerati e rilanciato altri che sembravano oramai al capolinea. I sardi avevano una rosa fortissima, ma non lo sapevano. L’epico gol di Pavoletti al San Nicola ha consegnato una Serie A insperata e determinata da un mister eterno.
  2. Fabio Pecchia – Ci voleva coraggio a ripartire dalla Serie B, ci voleva grande fegato a incassare la mancata promozione proprio per la sconfitta in semifinale playoff contro il Cagliari. Lui non ha avuto fretta e ha modellato il Parma a sua immagine e somiglianza, facendo risaltare tutte le qualità di singoli del cui talento tutti erano consapevoli ma che mai avevano dato l’impressione di potersi esprimere a certi livelli. Non esiste oggi in cadetteria tecnico più preparato e il primo posto lo certifica.
  3. Alberto Gilardino – Vale, più in piccolo, il discorso fatto per Ranieri. La classifica del Genoa era meno ostile e la rosa ancora più forte. La sfiducia che subentra quando le cose non girano bene e i risultati e il gioco latitano, però, può abbattere qualsiasi corazzata. Lui ha fatto scelte forti, lavorato tantissimo dal punto di vista fisico e costruito una mentalità operaia che non rigetta il talento ma lo concepisce solo all’interno del vantaggio collettivo. Se Gudmundsson e Dragusin oggi sono al top e piacciono ai top club tanti meriti sono suoi.
  4. Fabio Grosso – Lasciando Frosinone e firmando per il Lione la sua parabola si è un po’ arenata. Ciò non deve però far dimenticare il segno che ha lasciato nella promozione ciociara. Con una squadra allestita benissimo che però non godeva dei favori del pronostico a seguito del precedente nono posto, ha dominato il campionato. Non si è limitato a vincere, ma col suo calcio veloce e sul corto ha convinto tutti. La mano c’è, la personalità anche. Il tempo lo confermerà.
  5. Paolo Vanoli – L’uomo che ha ribaltato il Venezia. Subentrato in zona retrocessione, ha conquistato di forza i playoff nella scorsa stagione e adesso arriva al giro di boa secondo a pari punti col Como. Calciatori rivitalizzati, altri lanciati nel grande calcio. Un’identità tattica chiara eppure estremamente flessibile, che permette ai suoi ragazzi di sentirsi a loro agio sia quando possono comandare le partite sia quando sono costretti a difendersi dagli attacchi altrui. Nessuno ha saputo dare maggiore autostima ai propri uomini attraverso il lavoro di campo.

5+1. Roberto Breda – Ha preso l’Ascoli a rischio retrocessione e l’ha salvato con ampio anticipo sognando per un po’ anche i playoff. Inspiegabilmente non è stato confermato e i bianconeri sono tornati nei bassifondi. Adesso ha accettato la chiamata della Ternana e sotto la sua guida sono arrivati 12 punti in 7 partite che hanno riaperto i discorsi di permanenza in categoria. L’impatto che riesce ad avere in qualsiasi tipo di contesto è impressionante, la professionalità è encomiabile, eppure di lui non si parla mai abbastanza.