16 Febbraio 2026

ESCLUSIVA PSB – Calori: “Palumbo da Serie A, in Bari e Spezia subentra la paura. Il nuovo Portogruaro si trova in Serie C”

L'intervista a Calori

Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images - Via OneFootball

Alessandro Calori, ex allenatore tra le altre di Avellino, Padova e Brescia e protagonista della favola Portogruaro, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni dell’attuale Serie B. Di seguito l’intervista completa.

A differenza di altri anni, la classifica sembra un po’ sfilacciata rispetto al solito. Come mai?

“Bisogna partire dal fatto che Palermo, Monza e Venezia hanno un valore tecnico superiore a tutti a cui va aggiunto il Frosinone, sorpresa ricca di giovane che sta facendo un campionato straordinario. Le tre citate prima hanno un organico incredibile e questa dinamica non mi stupisce più di tanto, sono due campionati. Poi una di queste dovrà fare il playoff e si farà la lotta su quella”.

Bari e Spezia partivano con altri obiettivi e ora sono in zona Serie C rischiando di trovarsi disabituate alla lotta. Questo fattore esiste realmente o è inventato dai media?

“Non è assolutamente inventato, è una statistica. Quando non sei avvezzo a lottare per non retrocedere e parti con l’idea di fare altro, come lo Spezia che lo scorso anno stava andando in A, nella testa ti resta quest’idea. Il discorso è psicologico: le squadre blasonate non si accontentano di campionati normali e spesso subentra la paura quando non riesci a trovare freddezza ed esperienza nel trovare i giusti risultati. È una cosa inconscia, un esempio lampante è la Fiorentina. Ogni anno in Serie B c’è qualcuno che ci casca”.

Ha allenato un giovanissimo Palumbo a Trapani che in Serie B è ormai una certezza. Secondo lei in A potrebbe far bene?

“Palumbo lo conosco bene ed era un ragazzo giovane. Avrei scommesso che poteva stare dove si trova. Ha tecnica ma anche resistenza e sa fare fatica. Ogni stagione va in doppia cifra di assist e segna tantissimo, è un centrocampista moderno. Palermo è una piazza importante ma lui in Serie A ci starebbe benissimo in una squadra di metà classifica perché ha qualità e quantità. Gioca sottopunta, può fare il play, la mezzala, mi meraviglia che sia ancora in Serie B perché per me è un calciatore importante. Dopo Trapani l’avevo portato anche a Terni perché il ragazzo ha qualità sopra la media”.

Col Portogruaro ha fatto un’impresa leggendaria. in questo calcio, in questa Serie C, c’è ancora spazio per i miracoli o contano solo i soldi?

“Vedo tante partite e spesso vado a vedere la Pianese. Un po’ loro mi ricorda il Portogruaro perché lavorano bene, valorizzano i giovani, lavorano con loro e piano piano stanno crescendo. Dietro c’è una famiglia che può sostenere e lo fa con criterio e secondo me, piano piano, può avverarsi un sogno. Se dovesse succedere non mi meraviglierei”.

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