📢 Palermo, Osti: “Il City Group anticipa il futuro! Non abbiamo mandato via Brunori, gennaio ricco di insidie”
Le sue parole
Andrea Rosito / IPA Sport / IPA
Il direttore del Palermo Carlo Osti ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport toccando diversi temi, tra cui inevitabilmente quello del calciomercato di gennaio, che sta entrando nel vivo.
Queste le sue dichiarazioni:
Cosa ha dovuto cambiare del suo lavoro per adeguarsi a una metropoli tanto passionale?
«Sono stato anche alla Sampdoria e la pressione a Genova è simile, anzi là è suddivisa su due squadre mentre qui percepisci che una città intera vive per il Palermo. Il che trasmette ambizione ma comporta maggiori stimoli».
Un anno fa acquistò dalla serie A Audero, Magnani e Pohjanpalo, e lo stesso tipo di politica si è visto in estate.
«Ho portato un certo tipo di calciatori che ritengo utili alla causa».
In controtendenza con quanto fatto prima…
«Io ho suggerito un percorso con giocatori pronti, e il City l’ha accettato; il tempo dirà se otterremo i risultati sperati, lavoriamo tutti assieme per questo scopo».
Il binomio fra un club innovativo e un uomo del “vecchio calcio”.
«Ma io sono affascinato dal rapporto col City Group. Ai primi di dicembre sono stato a Manchester per la prima volta e ne sono rimasto impressionato. Organizzazione straordinaria, riunioni con 153 osservatori da tutto il mondo, confronti con i direttori di ogni squadra del gruppo, strutture d’eccellenza. Un club che anticipa il futuro. Il Cfg vuole capire prima quali caratteristiche dovrà avere il calciatore del 2030. Palermo ne avrà solo vantaggi. Con una realtà simile alle spalle, dirigenti di grande livello e il calore del Barbera, è più facile convincere i giocatori a venire».
Mercato: le liste si sono appena riaperte.
«L’acquisto che ritengo indispensabile? Comincia per F, e si chiama fame. È la dote che più necessita per emergere in un torneo durissimo come la B. Con Inzaghi ce n’è già tanta ma averne di più non guasta».
Per F comincia anche fantasia, e là il Palermo difetta un po’.
«Vedremo, il mercato è un fiume in continuo movimento. L’insidia di gennaio è voler cambiare troppo, io preferisco far crescere i giocatori che abbiamo, come è successo nell’ultimo mese dove abbiamo vinto 4 partite su 5. Non abbiamo l’ansia di intervenire ma siamo vigili. Voi parlate solo di entrate ma magari mi chiedono Pierozzi dalla A…».
Un attaccante al posto di Brunori però è scontato.
«Brunori nessuno lo ha voluto mandare via, ma oggi il suo ruolo era cambiato. Lui ne è consapevole, è stato correttissimo, ha deciso di andare e noi lo abbiamo accontentato dato quello che ha fatto per il Palermo. Al suo posto? Detto che Le Douaron è cresciuto, arriverà un altro attaccante di livello, che ci possa migliorare. E non è facile».
Il Palermo ha un’età media alta, con tanti elementi oltre i 30 anni.
«Perché ambisce al presente. Un calciatore più esperto si relaziona meglio con una piazza esigente. È più difficile vincere valorizzando i giovani, anche se ad esempio Peda e Vasic si stanno rivelando certezze. Ci sono certe maglie che “pesano” di più, il Palermo in B è un top club: in una trattativa devo considerare anche l’aspetto caratteriale di un giocatore. Spesso ciò che fa scattare qualcosa».
I colpi di cui è più orgoglioso?
«Pohjanpalo: non era facile convincerlo, ma l’ho sempre pensato adattissimo per Palermo. Alla Samp portai Muriel, Schick e Skriniar. Ma vado fiero di un acquisto dei miei inizi: ero a Terni, presi Fabrizio Miccoli dal Casarano. Tutti dicevano che era troppo basso, Palermo sa bene che giocatore è stato».
Cosa sta portando Inzaghi?
«La sua mentalità. Il Palermo è pragmatico, subisce poco e segna. È una squadra riconoscibile ed è merito dell’allenatore. La fame di calcio di Pippo fa la differenza: conosce tutto, nel tempo libero guarda le partite di C e mi chiama per analizzarle. Il gioco non è sempre brillante? Cattiveria ed agonismo sono ok, ma la nostra rosa ha anche qualità, e Inzaghi lavora per farla emergere».
Un anno a Palermo.
«Esperienza splendida, città dove si vive benissimo e si respira calcio, l’augurio è che ci sorrida anche l’aspetto professionale».