14 Febbraio 2026

🎙️ Bari, Longo: “Gytkjaer? Gli attaccanti vanno messi in condizione. Cuni deve migliorare in fase realizzativa”

L'analisi di Longo

Emmanuele Mastrodonato / IPA Sport / IPA

L’allenatore del Bari Moreno Longo, alla vigilia dell’importantissima sfida contro il Sudtirol, è intervenuto in conferenza stampa per analizzare il match. Riprendiamo le sue parole da Pianeta Bari:

Attacco«Dobbiamo vincere e su questo siamo tutti d’accordo. Quando siamo arrivati la squadra era penultima per percentuale di trasformazione delle occasioni. Stiamo lavorando sulla precisione negli ultimi passaggi: a Cesena si erano visti buoni segnali, poi c’è stato un passo indietro. Con lo Spezia abbiamo calciato 21 volte verso la porta: non porta punti, ma è un trend a cui dobbiamo dare continuità. Per segnare serve il contributo di tutti, anche dei centrocampisti. Quando parlo di coraggio intendo proprio questo».

Palleggio avversario«Sono molto d’accordo, è un altro aspetto da migliorare. Con lo Spezia c’è stata una fase della partita in cui non eravamo solidi, avevamo perso le distanze e non avevamo quell’ordine. Abbiamo subito due o tre imbucate che non possiamo permetterci. Va messo nel conto il fatto che, rispetto alle altre squadre, non abbiamo ancora un’identità forte e spiccata: le altre hanno mesi di lavoro alle spalle. Il tempo è poco perché giochiamo ogni tre giorni».

Gytkjaer«Sotto questo aspetto devo spezzare una lancia a favore degli attaccanti. Lui ha fatto 14 gol a Monza, ma giocare per vincere il campionato è diverso, perché produci di più e arrivano più palloni. Le squadre che devono salvarsi hanno più difficoltà a farlo: gli attaccanti vanno messi nelle condizioni di avere palloni giocabili».

Amore per la maglia«Credo sia fondamentale in tutti gli aspetti della vita, tutti dobbiamo dare una mano per raggiungere l’obiettivo. Dobbiamo essere i primi a dare un segnale all’ambiente: solo tutti insieme possiamo provare a fare un’impresa che sembra impensabile. Ho provato a dire ai ragazzi di mettere il Bari al primo posto, davanti a tutto: bisogna fare qualcosa in più. Non basta il compitino, mi auguro che con una scintilla possa riaccendersi quello che è successo nei venti minuti della ripresa con lo Spezia. Traorè mi ha detto: “Che belli quei venti minuti”. Dobbiamo farlo, perché se riaccendiamo i tifosi diventano nostri alleati».

Sudtirol«Questa diatriba fra risultatisti e giochisti la trovo poco rispettosa per entrambe le parti. Il Südtirol di Castori non è risultatista, ma è una formazione che fa le cose molto bene. Se dovessi analizzare l’avversario insieme a voi, posso dire che sono maestri nella loro filosofia di gioco: hanno idee chiare e concetti che interpretano nel modo migliore. Stanno bene, sappiamo che ci costringeranno a fare una partita dura e sporca. Giocheranno in verticale, ci faranno correre».

Condizione«La nostra difficoltà riguarda più aspetti. Arriviamo a metà febbraio con una serie di problemi: non si può escludere la parte psicologica o qualcos’altro. Oggi bisogna poter scendere in campo liberi di esprimersi, con la convinzione di poter fare cose che ti aiutano a performare meglio. Anche gli equilibri di squadra vanno rimodulati. Su qualche giocatore non si può non parlare di condizione, perché molti non giocavano da un po’. Ma oggi elencare i problemi, per quanto mi riguarda, non serve: io devo concentrarmi sulle soluzioni».

Continuità in partita«La prestazione è fatta di tante cose: più elementi metti, più hai possibilità di fare quello che si è visto nei venti minuti con lo Spezia, avversario permettendo. Poi ci sono i momenti di ogni partita. Oggi, se vado a rivedere Bari-Palermo, loro non sono venuti dal primo minuto a prenderci a pallonate: per un’ora si sono trovati davanti una squadra più che dignitosa. Nella nostra condizione è presuntuoso pensare di fare novanta minuti a mille, però quando hai un buon livello devi essere letale per portare punti a casa».

Cuni«La sua caratteristica è quella. Deve migliorare in fase realizzativa e nella conclusione a rete. Per quanto riguarda il lavoro sporco e l’attacco della profondità, ha ottime caratteristiche. Sapevamo questo, ma in un parco attaccanti è utile avere uno così: è stato scelto per questi aspetti, andava a completarci. A gennaio non era facile trovare uno da 15 gol, fermo restando che anche lui sa benissimo che sotto porta deve migliorare».

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