5 Febbraio 2026

🧐 Reggiana, Dionigi: “Mercato condiviso, fatto quello che si poteva fare. Micai quasi pronto”

Le considerazioni di Dionigi

Federico Serra / IPA Sport / IPA

In attesa della sfida contro il Catanzaro di sabato al Ceravolo, Davide Dionigi ha risposto alle domande dei giornalisti in sala stampa in merito al momento della Reggiana. Riprendiamo le sue parole da TMW:

Mercato – “È stato un mercato condiviso con la società, sugli obiettivi che abbiamo potuto raggiungere: il mercato di gennaio non è facile, chi ha quelli forti se li tiene, e individuare giocatori funzionali e pronti non è semplice. Poi, si poteva forse fare meglio, raggiungere qualcosa di altro, ma quello che si poteva fare lo abbiamo fatto. Adesso serve la bravura mia per schierare quelli più pronti, anche perché adesso nei doppi ruoli siamo completi, e questo aiuta. Micai? E quasi pronto, non gioca da luglio ma si è allenato con continuità, ed è un portiere di grande esperienza e personalità, ci potrà essere di aiuto come lo è Seculin“.

Partita – “Anche il Catanzaro arriva da un periodo non molto positivo, che ha però qualità e una precisa identità di gioco, oltre che interscambiabilità di ruoli e alcune eccellenze a livello di individualità, individualità che spostano gli equilibri. Noi però abbiamo dimostrato che, con le giuste condizioni, possiamo giocarcela alla pari con tutti, quindi dobbiamo continuare su questa linea di prestazioni, inserendo poi i calciatori nuovi che portano freschezza mentale: l’ambiente si era forse un po’ appesantito, le nuove facce ci hanno portato vivacità“.

Fiducia – “Sicuramente non sono rimasto qui per simpatia o antipatia, son rimasto perché da aprile dello scorso anno a oggi c’è stato un lavoro che non è solo nei risultati, ma anche nella gestione e nella valorizzazione. Oltre poi a una costante condivisione con la società. Non mi ritengo un allenatore duce che prende di petto le situazioni, sono un mister moderato e lo son sempre stato con le mie società, ovviamente quando c’è il rispetto che qui mi viene dato. La squadra poi mi segue, e vedo che crede in quello che fa“.

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