(C)i siamo anche noi – Floro Flores, amore viscerale e ossessione per il calcio: il Benevento ha avuto ragione
L'ex attaccante sta dimostrando di meritare la prestigiosa panchina sannita
Il Girone C, nella narrazione che accompagna la nostra intricata Serie C, è costantemente ritenuto il più competitivo lato sensu: una valutazione, quella portata avanti, che si basa sul blasone delle realtà coinvolte, le ambizioni manifestate, il valore dei calciatori e le proposte degli allenatori.
Navigare in un simile mare, dunque, è un’attività da affidare ai più idonei comandanti. L’abilità, nel calcio italiano, in particolar modo nella terza serie, viene (purtroppo) spesso confusamente mescolata con l’esperienza, come se un bagaglio pieno sia l’unica condizione per un bel viaggio. Non è così, e Antonio Floro Flores lo sta ripetutamente certificando.
Dopo aver iniziato la stagione in corso da allenatore della Primavera del Benevento (decisione a sua volta figlia della promozione dalla formazione Under 17 della Strega), l’11 novembre viene scelto, non senza qualche scetticismo poi rivelatosi miope e superficiale, per subentrare a Gaetano Auteri (il cui lavoro, a onor del vero, non era stato assolutamente negativo) alla guida della prima squadra.
Ritrovatosi sul rollercoaster, l’ex (noto) attaccante ha immediatamente dimostrato di meritare un incarico così prestigioso. Il suo Benevento, sin dai primi istanti di questo primo percorso, si è rivelato propositivo, a tratti tambureggiante (19 gol fatti in 8 partite), in particolar modo tra le mura amiche, animato da una propensione al dominio tradotta in numeri ma, al contempo, affiancata dalla consapevolezza di non dover essere spregiudicati (nello stesso intervallo di partite sono infatti stati incassate appena cinque reti). Una squadra, quella di Floro Flores, che ama il pallone senza però essere dipendente dal palleggio portato all’estremo, perché la ricerca della verticalità e degli spazi liberi tra le maglie avversarie è un’altra venatura dei principi di gioco del tecnico.
“Non credo nei moduli, credo nella disponibilità dei calciatori”: parole, queste, pronunciate dal diretto interessato alla prima conferenza stampa dopo l’importante nomina. Tale disponibilità, prestazioni alla mano, è stata totale e fruttuosa: Prisco (talento di cui sentiremo parlare) e Maita tessono costantemente trame più che interessanti in mediana, i trequartisti sanno dribblare, ruotare, combinare e legare il gioco, senza dimenticare il coinvolgimento dei terzini, chiamati a non staccare mai la spina. “Vivo per i miei figli e per questo, sono ossessionato dal mio lavoro, è un amore viscerale”. Un’energia che è carburante per alimentare una competenza che, a voler andare un pizzico indietro nel tempo, Floro Flores aveva già mostrato in altre parentesi, come quella con l’Under 17 del Giugliano, dopo aver tra l’altro sgomitato nei dilettanti con Angri e Frattese. Il grande palcoscenico è arrivato, e il primo posto attualmente condiviso con il Catania sa di una soddisfazione che non può ancora conoscere l’appagamento. Ascoltandone le parole e percependone gli intenti, siamo certi che il protagonista della nostra storia non avrà assolutamente intenzione di cullarsi sugli elogi.