Pordenone, la questione stadio tiene ancora banco. Possibile svolta all’orizzonte?

PORDENONE STADIO SVOLTA – L’assessore con deleghe ai lavori pubblici (con esclusione della viabilità), servizi tecnici, manutenzione impianti, patrimonio e demanio e allo sport di Pordenone, Walter De Bortoli, ha parlato al Gazzettino di Pordenone della questione stadio.

Ecco le sue dichiarazioni, riportate da TuttoPordenone.com:

“Non c’è stato ancora nessun incontro, ma è più che comprensibile. Credo che in questo momento Lovisa sia occupato a seguire i movimenti di calciomercato. Lo stadio non è un problema immediato. Al Teghil il Pordenone si è trovato bene e la concessione è stata rinnovata dal Comune di Lignano, ma sarebbe bene che la squadra prima o poi tornasse a giocare a casa. Lo stadio per il Pordenone dovrà necessariamente essere finanziato da privati, ma una volta raggiunto un accordo sostenibile con Lovisa e soci il Comune potrebbe accompagnare la società nel percorso per ottenere i finanziamenti necessari e per la realizzazione delle opere di supporto necessarie. Certo, l’ideale sarebbe trovare la collaborazione e la disponibilità di aziende locali come la Cimolai, leader mondiale nella costruzione di impianti sportivi.”

A queste esternazioni si aggiunge il rumor di un riavvicinamento dei rappresentanti della Bear Stadiums, azienda in grado di realizzare strutture sportive con il modular wood system (tecnologia del legno lamellare). Il costo per uno stadio da 10.000 posti (estendibili a 16.000, numero minimo per disputare la Serie A) si aggirerebbe sui 20 milioni di euro. Le tempistiche, invece, variano dai 6 agli 8 mesi. Anche nella stagione 2021/22, dunque, i ramarri giocheranno al “Teghil”, ma potrebbe trattarsi dell’ultimo campionato lontano da casa.

 

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Studente di filosofia a 360 gradi, convinto che lo sport ed il calcio forniscano una chiave di lettura per interpretare la vita. Appassionato di scrittura, in qualsiasi sua forma, convinto che ogni campo da gioco sia terreno fertile per la letteratura.

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