De Canio consiglia il Lecce: “Per la A non deve cambiare la sua mentalità”

DE CANIO LECCE SERIE A – Lui sa come si fa. Gigi De Canio, unico allenatore a vincere con il Lecce il campionato di Serie B (2009- 2010), ha vissuto anche lui l’esperienza di registrare il ko a poche giornate dal termine, dopo una serie di 10 risultati utili nata dalla pesante sconfitta casalinga contro il Cittadella (1-5). Queste le sue dichiarazioni ai microfoni della Gazzetta dello Sport:

La squadra di Corini ha interrotto contro la Spal il filotto di 11 risultati positivi. Come si fa a rialzarsi dopo una sconfitta a poche giornate dal termine?
“La cosa più importante è la situazione attuale. Alcune settimane fa, prima che iniziasse la striscia utile, il Lecce era in zona playoff ma fuori dalla posizione per la promozione diretta. Ora è secondo e può ambire al salto diretto in A, nonostante la sconfitta interna contro un avversario comunque di rango. Ci può stare e accettare un risultato negativo. La posizione dimostra che il Lecce ha la sua forza. Un incidente di percorso può capitare, però bisogna mantenere la giusta mentalità e lo stesso atteggiamento. Bisogna andare avanti senza calcoli e con la consapevolezza di poter fare risultato. C’è da giocare con la serenità e con la convinzione di essere più forti degli altri. Lo dice la classifica scaturita dai risultati conseguiti sinora”.

Il 14 maggio 2010, nella terzultima gara di campionato, il “suo” Lecce fu sconfitto dal Cesena (2-1) al Via del Mare dinanzi alla grande cornice di tifosi. Che cosa ricorda di quella sera?
“La squadra voleva chiudere il campionato in quella partita, bastava un punto per l’aritmetica promozione in A. Andammo in vantaggio con Munari. Poi sbagliammo diverse occasioni per raddoppiare. Fu una gara rocambolesca, con le due invenzioni individuali per la doppietta di Malonga. Forse, paradossalmente, ci fu più amarezza rispetto a sabato scorso in virtù della presenza dei tifosi. Proprio in quella che si presentava come una festa, che poi è stata
solo rimandata. Ci dispiacque non poter festeggiare dinanzi ai nostri sostenitori. Passammo dagli 8 punti di vantaggio ai 5 sulla diretta inseguitrice Cesena. Ma sapevamo che potevamo far risultato contro chiunque e ovunque. In quel momento abbiamo gestito la situazione con un po’ di acume. Nelle ultime due gare abbiamo pareggiato prima a Vicenza e poi in casa contro il Sassuolo per il salto in Serie A”.

Allora come oggi, il Lecce ripartirà da Vicenza verso la volata promozione.
“Corsi e ricorsi storici. È un segnale benaugurante, anche se cambiano i punti di vantaggio. Forse il Lecce non può arrivare più primo, ma anche il secondo posto può garantire il salto diretto. Spero che, dopo questa sconfitta, il Lecce vinca a Vicenza. Nulla è scontato. Ma è alla portata del Lecce”.

Come giudica questo Lecce?
“Dopo tanti anni, prima e dopo di me, si parla di progetto e programmazione. È una squadra forte già in Serie B, giovane e di grandi prospettive. Immagino anche che i costi siano adeguati alla realtà economica che si vive. Il successo di ogni società passa dal giusto equilibrio del costo economico e della gestione tecnica. L’ho sempre pensato ed era l’idea che proponevo allora da tecnico-manager del Lecce. Ho sempre voluto promuovere l’interesse delle società con cui ho lavorato”.

Qual è la sua griglia per promozioni dirette e playoff?
“È difficile, perché mancano 5 gare. Empoli e Lecce sono le favorite per i primi due posti. Per i playoff è battaglia tra Spal, che con un attaccante da 15 gol a stagione sarebbe stata in lizza per il salto diretto, Salernitana, Venezia, Monza, Cittadella, Chievo. Occhio alla Reggina. È una formazione forte, pur essendo partita male. Ha individualità di alto livello. Anche il Brescia sta crescendo tanto. Sarà bagarre tra chi ha la forza della società, nervi distesi, condizione fisico-atletica e non sarà condizionato dalla variabile del Covid”.

Il Lecce può contare sul migliore attacco del torneo, con il capocannoniere Coda (21 gol).
“Penso che Coda possa vincere la classifica marcatori. Glielo auguro. Ha sempre avuto colpi importanti per la Serie B. Ha raggiunto la maturità psico-fisica per giocare in A. Come è successo già a Ciccio Caputo, potrà accadere anche a lui. Poi il Lecce può contare anche su attaccanti come Pettinari e Rodriguez”.

bonus
Malato di calcio, scrivo per Pianeta Serie B, TuttoPescaraCalcio e MondoPrimavera. Speaker radiofonico su Radio Centro Web.

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