Un gol per lasciarsi alle spalle mesi difficili: bentornato Calaiò

Calaiò Salernitana

Non segnava da dieci mesi: un lasso di tempo enorme per chi, come lui, è prossimo alle duecento reti in carriera. Emanuele Calaiò ha vissuto un anno che definire difficile è riduttivo: la squalifica per presunto tentato illecito prima della gara contro lo Spezia, ultima giornata dello scorso campionato di Serie B, quando l’Arciere vestiva la maglia del Parma. Da due anni si è passati a cinque mesi (grazie alla Corte Federale d’Appello), terminati lo scorso 31 dicembre. L’opportunità per ricominciare arriva dalla Campania, terra nella quale l’attaccante classe ’82 ha regalato gol e sorrisi ai tempi dell’esperienza al Napoli (club con il quale ha conosciuto, tra le altre cose, le competizioni europee): la Salernitana è la società giusta per lasciarsi tutto alle spalle, perché a 37 anni una seconda vita calcistica è possibile. Alla seconda presenza con la maglia granata è arrivato il primo gol, il cui significato è difficilmente spiegabile a parole. Calaiò ci ha provato, ma è comprensibile che le emozioni più forti siano quelle che custodisce dentro di sé. Bentornato Emanuele. 

Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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