Cremonese, Sarr: “Non è facile farsi trovare pronti, ma il lavoro fatto ha dato i suoi frutti”

Cremonese

SARR CREMONESE – Sarr, portiere della Cremonese, ha parlato in conferenza stampa dal Centro Sportivo del club. Ecco le sue parole, riportate da cuoregrigiorosso.com:

«Sono contento, quando arrivano i risultati e hai la possibilità di parteciparvi è sempre un piacere. Non è mai facile farsi trovare pronto, ma significa che il lavoro fatto ha dato i suoi frutti. Più che aver preso solo un gol nelle scorse tre partite è bello aver fatto 7 punti. Per me l’allenamento è come una partita. Ovviamente le gerarchie sono queste ed erano già stabilite, ma trovarsi a dover entrare diventa automatico quando ti alleni tutti i giorni. In quei momenti le emozioni sono complicate da gestire e vanno condensate, succede tutto in due minuti. Fortunatamente sono entrato subito in gara e abbiamo portato il risultato a casa».

Il suo intervento preferito fin qui è arrivato contro la Ternana: «L’1 vs 1 con Falletti, non era facile intervenire in quel modo. L’ho accorciato il prima possibile, ha provato a spostare il pallone e non pensava che l’avrei raggiunto con i piedi. È stata una questione di tempistiche. Penso che sia quello l’intervento più importante, poi il resto l’hanno fatto la squadra e Zanimacchia che l’ha risolta col gol»

Sul derby col Brescia. «Sappiamo quali sono le loro ambizioni, giocheranno davanti al loro pubblico, noi ci presentiamo da secondi in classifica ed è un derby. Sarà una partita complicata, loro saranno molto aggressivi e cercheranno di metterci in difficoltà anche a livello caratteriale. Dovremo essere bravi a fare una partita di testa, si giocherà molto a livello più mentale che fisico. Attacchiamo molto, ma quando sei così aggressivo davanti devi compensare dietro. La linea difensiva sta facendo un ottimo lavoro, quando fai tot di partite subendo pochi gol il merito è di tutta la squadra, a partire dagli attaccanti e dai centrocampisti. Giocare contro il Brescia è uno stimolo per vedere quanto siamo bravi a non farli segnare».

Sullo stare in campo dei portieri grigiorossi. «Quando stai molto alto esci dalla tua zona di comfort, perché fuori area non si possono usare le mani. Dobbiamo essere bravi a saper leggere l’arrivo di palla, attaccante e difensore, oltre a calcolare bene i tempi di intervento. Non è facile, soprattutto in contesti dove non possiamo usare le mani. Il mister però ci chiede di fare questo tipo di interventi, anche se complicati, anche Carnesecchi esce spesso. Può capitare di correre dei rischi, ma spesso si evita di mandare l’attaccante in 1 vs 1 e quindi in una condizione di maggiore vantaggio. In questo modo diamo una grossa mano alla difesa, che se sa di avere noi alle spalle è più aggressiva in avanti, e di conseguenza tutti i reparti. Così aumenta il pressing della squadra e nascono gol come quello visto con il Parma».

 

Classe '96. Sono un appassionato di calcio a 360°. Questo sport è il vero e proprio "oppio" dei popoli ed io di certo, non mi sottraggo alla sua forza magnetica. La Serie B è un campionato difficile ma incredibilmente divertente, e poterne scrivere, grazie a questa redazione, mi rende orgoglioso.

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