Tecnica, intelligenza e consapevolezza: Salvatore Esposito non ha intenzione di fermarsi

SALVATORE ESPOSITO CHIEVO VERONA / In questi giorni si è detto e scritto tanto di un Esposito nel calcio italiano. Sebastiano ha risposto presente quando è stato chiamato in causa nella volitiva Inter di Antonio Conte. I diciassette anni significano tante cose: adolescenziale spensieratezza, voglia di fare, desiderio di realizzare i propri sogni. È un’età che porta con sé anche la necessità di avere una spalla, che il ragazzo ha trovato nel fratello (e nella famiglia). Quel Salvatore che è sempre più protagonista con la maglia del Chievo Verona, compagine espressione di una piazze più importanti tra quelle presenti in Serie B.

Classe 2000, a 19 anni il nativo di Castellammare di Stabia ha accettato senza battere ciglio di combattere le aspettative e la complessità di un campionato come la cadetteria con il proprio talento. La storia di Salvatore e della famiglia Esposito insegna che le sfide non sono mai state un problema. Nel 2011 lasciano la Campania, direzione Nord (prima Brescia, poi Milano), per permettere ai figli di coronare i propri sogni, con il pallone come comune denominatore. Focalizzandoci su Salvatore, il suo percorso con l’Inter termina nel 2018, quando lascia i nerazzurri per un cambiamento dal notevole impatto (in primis per la sua vita, dato che lascia la famiglia, e poi per la carriera): la SPAL. Nonostante le svariate panchine con la prima squadra degli Estensi, l’esordio nei professionisti arriva con il Ravenna (dove approda in prestito) nel gennaio della passata stagione. Un calciatore, Salvatore, che grida al mondo del calcio la sua presenza anche tra i grandi con un gol e un assist alla prima presenza con i giallorossi.

È un checkpoint al quale segue il Mondiale Under 20, dove Esposito regala prestazioni che sono definibili, senza timore di iperboli, sontuose. Nicolato gli affida le chiavi del centrocampo e lui accetta ruolo e compiti con personalità. Tecnica, intelligenza, visione, agilità. Sa quando velocizzare la giocata e quando gestire il tempo prima che il pallone. Un giovane è spesso portato a strafare, mentre questo ragazzo sembra avere l’innata capacità di saper recepire il momento e modulare di conseguenza la propria decisione. Dote, questa, che è difficile allenare. Ce l’hai o non ce l’hai, dicono i rivali della retorica.

Quanto di buono mostrato tra Ravenna e Italia Under 20 è stato confermato anche nel Chievo Verona, dove Esposito ha guadagnato sin da subito la fiducia del tecnico Marcolini, che lo vede perfetto nel suo 4-3-1-2, così come perfetta è stata la punizione con la quale è arrivato il primo gol in Serie B del centrocampista. Vittima il Cosenza di Braglia, che è poi riuscito a pareggiare il match. Ha colpito la personalità del ragazzo anche ai microfoni della stampa. Umiltà e consapevolezza che il percorso è ben avviato ma c’è ancora della strada da fare. Lavorando duramente senza mai perdere il la passione in ciò che si fa, l’Italia calcistica potrà dire di avere una nuova risorsa sulla quale puntare.

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Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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