ESCLUSIVA PSB – Le sorprese della B, la conoscenza infinita di Balzaretti e tanto altro: parla Riccardo Mancini

RICCARDO MANCINI, TELECRONISTA PER DAZN, PARLA DELLA SERIE B

RICCARDO MANCINI DAZN – Voce tra le più riconosciute e riconoscibili del panorama giornalistico italiano, Riccardo Mancini, tra i tanti argomenti che padroneggia, è sicuramente un esperto di Serie B. Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, il telecronista della squadra di DAZN ci ha offerto i suoi pareri su altre squadre, quelle della cadetteria.

Dopo dodici giornate è sicuramente presto per sentenziare, ma è un bottino di partite sufficiente per formulare opinioni sull’andamento del campionato. Ti aspettavi determinate situazioni sia di mera classifica che di proposta tattica?

“Per quanto riguarda la classifica, Brescia e Lecce sono certezze che mi aspettavo, dato che parliamo di due delle squadre più forti di questo campionato. Non immaginavo il Pisa così in alto, seppur i toscani si siano un po’ fermati dopo il grande avvio di campionato. Altra sorpresa è stato il Como, che ha una proposta molto interessante, con un 4-4-2 molto quadrato, stretto, compatto e a tratti spettacolare. I Lariani potrebbero recitare il ruolo di outsider del campionato, mi hanno sorpreso sia in termini di classifica che di proposta. Per quanto concerne le aspettative disattese, non mi aspettavo una simile partenza del Parma, che sulla carta è una delle squadre favorite. Qualcosa nell’idea tattica di Maresca non sta funzionando, ma secondo me si tratta di un periodo di assestamento: poco a poco i punti verranno uniti e, fatto ciò, a mio avviso i Ducali potranno dire la loro anche per la promozione diretta che, per quanto distante al momento sette punti, può essere un discorso da riportare in auge infilando una serie di vittorie consecutive, possibilità nelle corde di questa compagine. Altra fattispecie inaspettata è quella del Vicenza, che pensavo avesse fatto un mercato di livello, con gli acquisti di Proia e Diaw su tutti. Evidentemente qualcosa non sta andando a livello soprattutto difensivo, ma penso che l’arrivo di Balzaretti possa apportare determinati accorgimenti da gennaio in poi. Ora il Lane deve fare un po’ di punti per tirarsi fuori dalla zona pericolosa e poter vivere una seconda parte di campionato più tranquilla”.

Guidano la classifica Brescia e Lecce, due squadre tanto forti quanto diverse: le Rondinelle tengono più il pallone, mentre il Lecce preferisce andare maggiormente in verticale ed essere più compatto, non a caso è la squadra che ha subito meno tiri in porta. Quanto ti convincono queste due realtà?

“Mi piacciono tanto, al di là delle posizioni di classifica. Penso che siano le due super favorite, sia per come giocano che per le filosofie dei rispettivi allenatori. Il Brescia ha preso una certezza con Inzaghi, uno che in Serie B riesce a fare spesso la differenza, mentre il Lecce già nella scorsa stagione aveva un impianto di gioco ben definito, è stata sistemata la difesa ed è evidente la spettacolarità dal centrocampo in su, perché i salentini giocano un calcio a tratti molto bello, divertente ed efficace. Tornando sulle Rondinelle, c’è stato un calo soprattutto fisico, perché quello di Inzaghi è un gioco molto dispendioso, ma anche nei singoli è una squadra che mi fa impazzire e che, tra l’altro, è bella da vedere, come dimostrato nelle prime uscite in campionato. Ora, per concludere, noto la ripresa della Leonessa dopo gli stenti poc’anzi citati”.

Dopo l’inizio esplosivo, il Pisa non vince da cinque partite. Esagerata l’esaltazione iniziale oppure è un momento e, come tale, passerà?

“Il Pisa ha cambiato molto, questo ha portato entusiasmo iniziale, aiutato da una base presente dalle stagioni passate, con il capitano Gucher in prima linea. Un periodo come quello recente è comprensibile, considerando inoltre la leggera flessione del bomber Lucca. Penso che l’inizio di campionato sia una cartina al tornasole per tutti molto importante: detto ciò, c’è chi inizia molto bene per poi calare successivamente, però penso che il Pisa possa resistere. I cambiamenti più ingenti hanno riguardato soprattutto il centrocampo, che di solito è un reparto che ha bisogno di un po’ di tempo per assimilare le modifiche. D’Angelo è un allenatore che ha idee, non è un integralista, sa adattarsi ai calciatori per poi sfruttarli al massimo, come fatto con Mastinu tra le linee oppure Marin, così come lo stesso Gucher, che da trequartista è tornato a giocare nel suo ruolo naturale, e Marsura schierato seconda punta. Il tecnico ha sfruttato subito Lucca, gli ha dato fiducia e questo non è sempre scontato. Era una scommessa, le doti c’erano come già dimostrato in Serie C con il Palermo. Questa serie di fattori mi porta a pensare che il Pisa possa andare a infastidire quelle che ad oggi, almeno sulla carta, sono le favorite per la zona playoff”.

 Si è detto e scritto tanto su Monza e Parma, ma il blasone delle due piazze ci porta anche in questa sede a inflazionare il tema: cosa credi che vada “aggiustato” per poter competere nelle posizioni attribuite a inizio annata?

“Ritengo che Monza e Parma siano avvicinabili perché entrambe stanno assestando il colpo. Il Monza, nella passata stagione, era partito con i favori nel pronostico e un allenatore fortemente caldeggiato dalla società come Brocchi, ma quest’anno la guida tecnica è cambiata, quindi da questo punto di vista si sta assestando, come dicevo in apertura. Sono andati via elementi di peso mediatico come Balotelli e Boateng, ma in generale i cambiamenti sono stati numerosi, soprattutto in mediana: sono arrivati giocatori di livello come Valoti, Mazzitelli, Brescianini. In casa Parma credo che sia ancora presente la delusione per la retrocessione della passata stagione, più nell’ambiente che nei giocatori. Si è fatto un bel mercato e ora i calciatori stanno cercando di assimilare le idee di Maresca, che non sono immediate e certamente ambiziose. Entrambe stanno superando la fase critica, e credo che ambedue possano dire la loro per la zona playoff. A mio avviso il problema che le accomuna è psicologico più che tattico, perché sia Stroppa che Maresca sono due allenatori molto bravi”.

Si è già andata parzialmente a delineare una spaccatura che ha portato in zona nettamente rossa le ultime quattro di classifica. Quale di queste compagini ti lascia maggiormente perplesso?

“Al di là del Vicenza che ho già citato, l’altra squadra è il Crotone, che nel recente passato lottava in Serie A. Vederlo in questa condizione non è una cosa usuale. Sono arrivati tanti giovani, la vecchia guardia non è rimasta, probabilmente solo Zanellato era già stato protagonista un po’ di tempo fa in questo campionato. È cambiato il portiere, così come i profili in quasi tutti gli altri reparti. Anche in questo caso il passaggio non poteva essere automatico, ma penso che ci siano i calciatori per venire fuori da questa situazione. Marino, recentemente approdato sulla panchina dei calabresi, è un allenatore quadrato ed esperto, che ha nel curriculum diverse stagioni da protagonista in questa categoria. Obiettivamente non credo che il Crotone possa lottare per i playoff, ma dovrà essere un’annata di transizione. Mulattieri è un talento, ma ci sono tanti elementi che ancora devono inserirsi, dunque c’è bisogno di tempo. Se parliamo di sorpresa in negativo, dunque, dico il Crotone”.

In quel di Vicenza è approdato Federico Balzaretti nel ruolo di Direttore Sportivo. L’ex calciatore, sia come dichiarazioni che per l’entusiasmo mostrato, si è calato concretamente nella parte. L’hai conosciuto molto bene come opinionista, cosa credi che possa dare professionalmente e umanamente al Lane? 

“È un enorme conoscitore di calcio, studia giorno e notte e guarda qualsiasi partita. Vedo tanti match, ma lui un numero ancora maggiore. È molto meticoloso e ci sa fare umanamente, parliamo di una persona straordinaria. Ritengo che, oltre alle sue qualità, possa portare un po’ di tranquillità, che ora al Vicenza manca. Ha giocato a grandi livelli, con noi ha parlato di grandi partite e grandi campioni ma, intelligentemente, si è sempre studiato anche altro. Arriva molto preparato a questa prima esperienza da direttore sportivo, credo che a Vicenza abbiano fatto uno dei migliori acquisti degli ultimi anni, la sua conoscenza è infinita. Potrà dare tanto”.

Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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