Perugia, Oddo: “L’Ascoli ci ha messo in difficoltà con i lanci lunghi. Alle volte bisogna sporcarsi”

ODDO PERUGIA – Massimo Oddo, tecnico del Perugia, è intervenuto ai microfoni dei giornalisti presenti al termine del match tra gli umbri e l’Ascoli: “Rivedrò la partita per capire cosa sia successo a livello tattico. Credo che ci sia stato un calo mentale dovuto allo sforzo di dover recuperare l’ennesima partita. Non dimentichiamo, inoltre, che l’Ascoli ha avuto un giorno in più di recupero, non è poco. Abbiamo perso un po’ di lucidità e serenità nel giocare dopo aver offerto, forse, i migliori cinquantacinque minuti dell’anno con qualità, velocità e occasioni create. Avremmo potuto chiudere il primo tempo avanti di due o tre gol, così non è stato e ci siamo ritrovati sotto. I ragazzi hanno messo la solita voglia per recuperare il match, poi abbiamo sofferto un bel po’. La squadra deve capire che le partite si possono sporcare, soprattutto nei momenti di difficoltà. L’Ascoli ha ripreso il match non facendo grandi cose, buttavano la palla in avanti e facevano la guerra. Così ci hanno messo in difficoltà ma, con tutto il rispetto, ripeto che hanno giocato a pallonate in avanti, quindi abbiamo corso tantissimo perché ci allungavano con queste palle buttate verso gli attaccanti, quindi a livello fisico siamo calati. Squadre come l’Ascoli sono scorbutiche, non possiamo pretendere di fare sempre il gioco pulito, da dietro, sul quale lavoriamo. Ci sono momenti dove questo va capito per potersi adattare. Ripeto, loro calciavano la sfera in avanti, Scamacca faceva la guerra con tutti e tenevano la palla alta. Così siamo andati in difficoltà, come dicevo. Preciso che non è mia intenzione dire che loro non abbiano fatto niente, anzi, perché hanno disputato un ottimo secondo tempo, ma non lo definisco di qualità perché diversi palloni pericolosi sono arrivati da mischie. La nostra è una squadra giovane, che deve fare proprio il concetto di doversi sporcare quando la partita presenta situazioni differenti rispetto alle solite. Questo è ciò che ha fatto l’Ascoli, possiamo e dobbiamo saperlo fare anche noi. Bisogna saper soffrire“.

Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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