Parma, Maresca: “Il Vicenza farà la partita della vita. Ci fa bene avere i tifosi vicino. Man…”

MARESCA PARMA VICENZAEnzo Maresca, allenatore del Parma, ha parlato della sfida al Vicenza. Ecco le sue parole riprese da parmalive.it.

La posizione di giovedì scorso può esaltare ulteriormente le caratteristiche di Vazquez?
“Franco è una condizione buona, oltre al gol ha fatto una buona gara. Non penso che sia cambiata la sua posizione, si è mosso dove si è sempre mosso. Però è un giocatore per noi fondamentale: in determinati momenti, fa la differenza”.

Come stanno Inglese e Man? Il rumeno come ha digerito l’esclusione di giovedì sera?
“Quando rimani fuori, logicamente non sei contento. Però ci sono due possibilità: o dai comportamenti che hai dai ragione all’allenatore oppure lo metti in difficoltà. Sta a loro, io ho fatto delle scelte ed è andata bene: questo però non vuol dire che saranno fatte sempre le stesse scelte. Probabilmente domani toccherà ad un altro, questo lo vedremo. Siamo qui per cercare delle soluzioni e per tentare di tirare fuori il massimo da ognuno di loro”.

Tutino è agevolato dal fatto di giocare accanto a un centravanti naturale?
“Sicuramente gli attaccanti sono più agevolati quando giocano in tanti assieme: più sono e più si creano occasioni tra di loro. Gennaro, sicuramente, giocando con Adrian o con un altro attaccante, qualche beneficio in più lo può avere. E’ anche vero però che lui ha fatto un grande lavoro anche tra le linee. E’ una soluzione”.

Benek ne ha prese tante col Cittadella.
“E’ quello il processo che va fatto. Come ho detto ai ragazzi, bisogna essere capaci di indossare lo smoking quando si ha la palla, e di mettere la maglia di lana della salute quando non si ha la palla. Credo che Adrian abbia fatto benissimo questo lavoro, ha lavorato tantissimo anche senza palla. Nel momento in cui tutti capiamo questo, potremo cominciare a divertirci”.

Che Vicenza ti aspetti?
“E’ un campionato strano e difficile. Il Vicenza verrà qui a lottare su ogni pallone, facendo la partita della vita. Bisogna farsi trovare pronti”.

La prova di Benek quanto ti mette in difficoltà?
“L’ho detto dopo la gara: è un ragazzo che probabilmente avrebbe meritato qualche minuto in più per come si è allenato dal 12 luglio: non ha mai sbagliato un atteggiamento, né un allenamento. E’ stato un errore mio non avergli dato più spazio, però qui abbiamo giocatori importanti che dobbiamo provare a recuperare. Lo spazio ci sarà per tutti. Credo che Adrian e Gennaro Tutino abbiano fatto una gara bellissima contro il Cittadella. Per quelli dietro è anche più facile giocare, perché è contagioso vedere attaccanti che corrono e pressano”.

Tornando al discorso della difesa a tre, può esserci un Parma con Schiattarella e un Parma senza Schiattarella?
“Non lo so, adesso abbiamo fatto così e vediamo nelle prossime gare. Io credo che Pasquale possa giocare sia con una difesa a tre che a due”.

Può essere che l’idea di cambiare la squadra e quella della società di abbassare il costo degli abbonamenti diano una svolta a questo Parma che si sta avvicinando alla sua gente?
“E’ una svolta importantissima. Mi riferisco in particolare al discorso di avere i tifosi vicino. Dopo questi due anni, il tifoso ha bisogno di tornare vicino alla squadra: fa bene a loro e fa benissimo anche a noi. A noi fa piacere quando li sentiamo vicini, questo ci deve aiutare e non ci deve togliere”.

La squadra però è sembrata più tranquilla coi tre dietro.
“E’ chiaro che quando si analizzano le vittorie, lo si fa sempre con un occhio diverso. A mio avviso, se avessimo vinto col Monza, avremmo analizzato la gara nello stesso modo di quella col Cittadella. Dipende un po’ dalle partite: sicuramente il match col Cittadella ci ha detto che quella può essere una soluzione”.

Tre difensori e un trequartista: può essere questa la soluzione da adottare da qui a gennaio?
“E’ un sistema di gioco utilizzato col Cittadella. Può essere una soluzione, ma non l’unica. Abbiamo giocato con tre difensori, probabilmente giocheremo con due nelle prossime gare. Vediamo”.

Cosa ha cercato di correggere?
“Abbiamo probabilmente abusato di qualche palla lunga. Può essere una soluzione, ma non deve diventare l’unica. Abbiamo lavorato su questo e ci siamo concentrati su come gestire i momenti della gara”.

Classe '96, amante del calcio e delle sue storie, innamorato della Serie B. Giornalista pubblicista dal settembre del 2020. Laureato in Scienze della Comunicazione.

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