Good(B)ye 2016 – Brescia, a Brocchi serve tempo

Abbiamo salutato il 2016 qualche ora fa. Festeggiando, brindando chi con gli amici, chi con la famiglia, chi con entrambi. Avrà festeggiato la città di Brescia, avranno festeggiato i giocatori di Brescia, avrà festeggiato Cristian Brocchi, tecnico delle Rondinelle. Stagione importante per lui, dopo la parentesi con il Milan l’ex centrocampista aveva bisogno di una piazza che gli desse fiducia e gli permettesse di lavorare con serenità. L’ha trovata, a quanto pare. La squadra è la più giovane del campionato (23.3 anni di media), necessita di tempo e soprattutto gli devono essere perdonati improvvisi black-out e risultati altalenanti. Brocchi, succeduto a Boscaglia, ha una precisa idea di calcio, un calcio divertente e dinamico, che però necessita di tempo per essere appreso e messo in pratica. Lo scorso anno i lombardi terminarono all’undicesimo posto, al giro di boa dell’attuale annata hanno chiuso al tredicesimo, ma con soli tre punti di ritardo dalla zona playoff (e 5 di vantaggio sulla zona calda, a testimonianza di quanto la classifica sia corta). Inutile fare proclami, inutile creare inutili ansie ed allarmismi. Al Brescia ed al suo allenatore servono tempo, poi si potranno tirare le somme.

Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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