ESCLUSIVA PSB – Campolonghi: “Brescia? I tanti cambiamenti non aiutano. Balotelli anche a 30 anni ha tutte le potenzialità per poter andare agli Europei o ai Mondiali”

ESCLUSIVA PSB MARCELLO CAMPOLONGHI – Alla luce del match disputato qualche sera fa tra Brescia e Monza, che, di fatto, ha chiuso il girone d’andata del campionato cadetto, la nostra redazione ha raggiunto, in esclusiva, un doppio ex delle due compagini lombarde, ovvero Marcello Campolonghi.

Salve, in primis volevo chiederle, in merito alla gara tra Brescia e Monza, che partita è stata e come valuta il momento delle due squadre.

«Io lavoro a Monza adesso e vivo la realtà. Sono sulle ali dell’entusiasmo perché adesso si stanno riprendendo un attimino da un periodo un po’ così e stanno rispettando le aspettative di inizio stagione. Ora aspettiamo anche la forma migliore di Mario (Balotelli, ndr), che sicuramente sarà un’arma in più per il Monza. Sicuramente non si è mai nascosto il fatto di provare a fare il doppio salto di categoria. Per quanto riguarda il Brescia, purtroppo è un’annata difficile: non hanno certamente aiutato i cambi in panchina uno dietro l’altro, Del Neri, Lopez, Dionigi, adesso forse ancora Lopez, Torregrossa va via, quindi ci sono stati diversi spostamenti. Spero possano invertire il trend negativo perchè sono molto affezionato alle Rondinelle».

Ecco, come ha detto, i continui cambiamenti adottati da Cellino hanno influito sul percorso del Brescia. Entrando nel merito della questione, la scelta del rinnovo di Dionigi ha sorpreso un po’ tutti, vista la tendenza del presidente all’esonero facile. Cosa pensa della questione e, più in generale, della poca pazienza che si ha in Italia riguardo agli allenatori? Il Monza è una rara eccezione in quanto ha dato grande fiducia a Brocchi, nonostante un avvio a rilento con risultati altalenanti e questa scelta sembra stia pagando.

«Io penso che in Italia non si abbia tanta pazienza con gli allenatori, quando invece bisognerebbe dargli un attimino di fiducia. E’ normale che si possano avere dei momenti bui nel corso della stagione, ma non per questo è necessario cambiare per forza guida in panchina. Rinnovo Dionigi? Premetto che non conosco personalmente il presidente del Brescia, però sicuramente non mi sorprende perché è sempre stato capace di fare tutto il contrario di tutto, è abbastanza vulcanico ed imprevedibile. Ragion per cui ci può stare il rinnovo di Dionigi».

Diametralmente opposto è l’umore del Monza che si trova al 2° posto, in scia dell’Empoli capolista e in linea con l’obiettivo stagionale. Avere al comando persone altamente qualificate come Galliani e Berlusconi cosa trasmette di riflesso a staff e giocatori?

«Bellissima domanda. Sicuramente quando hai a che fare con persone di questa caratura, l’obiettivo è uno solo: vincere. Loro ti mettono a disposizione tutto quello di cui hai bisogno per ottenere dei risultati importanti. Nel caso specifico credo che mister Brocchi stia facendo tutto il possibile per arrivare all’obiettivo e stia lavorando veramente bene. L’anno scorso ha vinto un campionato e quest’anno è in zona promozione, quindi tanto di cappello».

Tra i colpi più altisonanti dei brianzoli, come ha accennato anche lei, c’è sicuramente Mario Balotelli, accolto malissimo dai suoi ex tifosi e dallo stesso Cellino (gli hanno letteralmente chiuso i cancelli dello stadio in faccia, ndr). Qual è il suo pensiero sull’attaccante del Monza? Può, a 30 anni compiuti, consacrarsi stabilmente e magari strappare il pass per i prossimi Mondiali in Qatar o addirittura per gli Europei di quest’estate?

«Io penso che Balotelli con le sue caratteristiche, con le sue doti potrebbe fare quello che vuole. Ha tutto, in particolare tecnica e fisicità che in questo calcio contano molto: potrebbe essere veramente un fuoriclasse se lo volesse davvero. Quindi, per me, ha tutte le potenzialità anche a 30 anni per poter andare agli Europei o ai Mondiali. Vediamo Ibrahimovic a quarant’anni cosa riesce ancora a fare, è chiaro che lui non è come lo svedese ma resta un giocatore importante».

In ultimo, c’è qualche talento in cadetteria che apprezza in modo particolare e per cui intravede un grande futuro? Faccio un nome: Davide Frattesi, ad esempio.

«Frattesi, secondo me, è un ottimo giocatore. Io, però, vorrei vedere tutti questi giovani forti in un campionato vero, non dico che questo non sia vero, ma sai vediamo anche in Serie A che ci sono stati dei risultati anomali. Non c’è pubblico e quindi si gioca in un ambiente surreale che non è da calcio, per cui non c’è pressione, non c’è il fattore campo: io quando andavo a giocare in trasferta oppure giocavo a Brescia o a Siena e c’erano i tifosi sugli spalti, si avvertiva un’altra pressione, un altro stimolo che adesso purtroppo non c’è in uno stadio vuoto. E’ come giocare in casa o in trasferta tutte le volte. Quindi vedo doti in diversi ragazzi, però vorrei vederli sotto pressione e giudicarli quando ci sarà tutto il contesto giusto».

 

 

Classe '96. Sono un appassionato di calcio a 360°. Questo sport è il vero e proprio "oppio" dei popoli ed io di certo, non mi sottraggo alla sua forza magnetica. La Serie B è un campionato difficile ma incredibilmente divertente, e poterne scrivere, grazie a questa redazione, mi rende orgoglioso.

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