Cremonese, Deli: “Tifosi, quando ripartiremo le cose cambieranno. Voglio dimostrare le mie qualità”

DELI CREMONESE – Francesco Deli, centrocampista della Cremonese, si è raccontato nel corso di “B at Home“, rubrica Instagram curata da Riccardo Mancini, telecronista di DAZN: “Aspetto con ansia che ritorni a giocare, non vedo l’ora. Ritengo più probabile che riparta subito la Serie A, perché i protocolli che sembra saranno attuati metteranno in difficoltà diverse compagini in Serie B. La A, inoltre, è più avanti e quindi ha più interesse a ricominciare, ma bloccare B e C è complicato. Credo che anche chi di dovere abbia difficoltà a decidere. Giocare al centro/sud? Danneggerebbe notevolmente le squadre del nord, che si ritroverebbero costantemente in trasferta. In questo modo il campionato può considerarsi falsato, ma se questa è l’unica possibilità lo accetteremo. Spero che si riparta senza eccessive complicazioni logistiche, magari anche a porte chiuse dove, però, uno dei rischi può essere il calo di concentrazione.

Quest’estate ero svincolato e la Cremonese è stata la società che ha creduto maggiormente in me. So che ho giocato poco e non ho fatto bene, ma è una scelta che rifarei. È stata una stagione complicata, nessuno si aspettava che saremmo finiti in una posizione così precaria in classifica. Quando ritorneremo faremo meglio. Si ripartirà da zero ma bisognerà accelerare, non si potrà pensare di emulare il ritiro estivo.

Il calciatore che scherza più nello spogliatoio? Prima c’era Soddimo che ne combinava una al giorno, ora è un continuo susseguirsi di scherzi, abbiamo tirato in ballo anche il prof. Il gruppo è sano, insieme stiamo bene e questo mi fa ancora più arrabbiare perché poi dobbiamo fare i conti con la brutta posizione in classifica. Vorremmo vincere tutte le partite. Un mio errore quest’anno? Mi sono fatto trascinare eccessivamente da tante situazioni che mi sono capitate e che avrei dovuto farmi scivolare addosso. L’infortunio, inoltre, era evitabilissimo, soprattutto perché ora conosco il mio corpo. Ho accusato uno stiramento in allenamento, pensavo non fosse niente e infatti sono andato anche in panchina contro il Cosenza. Non l’ho trattato per bene, ho voluto rischiare ed è andata male. Così facendo perdi partite e condizione, è deleterio. Ho tanta voglia di fare, qui a Cremona non ho ancora mostrato le mie qualità ed è questo il mio obiettivo.

Il mio idolo da piccolo? Totti, avevo le cassette con le sue azioni. È stato troppo importante per la nostra generazione, non so quando si ripresenterà un calciatore così. Non sono riuscito ad andare allo stadio né al suo addio né a quello di De Rossi (Deli è un tifoso romanista, ndr). Non posso dire di ispirarmi a lui, ma mi è sempre piaciuto Kakà. Sono una mezzala molto offensiva, quindi ho sempre apprezzato chi, come lui, sa giocare così bene dietro le punte. Con Baroni abbiamo provato il 4-3-1-2 ma siamo subito ritornati al 3-5-2, sembrava che potessi giocare trequartista.

Mi piace molto il tifo qui a Cremona, la curva è fantastica. In casa ho giocato poco da titolare, me lo sono goduto vedendolo (ride, ndr).  Il numero dieci? C’è stata un’asta assurda tra Piccolo e Soddimo, mi sono subito tirato indietro e ho scelto il 18.

La scorsa stagione nel Foggia? È stata una sensazione tosta, brutta. A inizio campionato, dopo una grande campagna acquisti, vinciamo 4-2 con il Carpi e mancavano tanti titolari. C’erano tante aspettative, forse troppe, difatti alla seconda giornata abbiamo perso 4-1 a Crotone. Offrivamo buone prestazioni ma non vincevamo. Il pubblico si aspettava la vittoria del campionato a mani basse, così non è stato e si sono poi aggiunte le difficoltà societarie. La retrocessione è una cosa che ti segna.

Il mio sogno? Giocare in Serie A, ci proverò fino alla fine. Rimpianti? L’anno in cui andai a Foggia a gennaio, la Paganese inizialmente rischiava l’esclusione dal campionato. Mi prese la Salernitana, firmai un contratto con loro. Per me significava Serie B, feci una grande festa a casa mia. Dopo cinque giorni che ero con i campani, c’era Sannino che nemmeno sapeva chi fossi (ride, ndr), mentre ci dirigevamo a San Benedetto del Tronto per disputare un’amichevole mi chiama un dirigente della Paganese per comunicarmi l’iscrizione della squadra e il fatto che io fossi un loro tesserato. Mi fecero scendere dal pullman e mi lasciarono in un albergo ad Ascoli. Mio padre venne a prendermi, tornai alla Paganese ed eravamo cinque calciatori in rosa. Pensavo di avercela fatta, fu un contraccolpo allucinante. La stagione, fortunatamente, andò bene.

Il Parma? Sinceramente non ho capito molto bene cosa sia successo. Sono stato acquistato dai Ducali e subito girato in prestito alla Paganese. Era l’anno dove il Parma comprava tutti, quello del fallimento.

Il mio gol più emozionante è stato il primo che ho segnato a Foggia, contro il Messina, sotto la Curva Sud, mi vennero i brividi. Ricordo anche quello contro il Matera in C e contro la Pro Vercelli in B. Tre calciatori in cadetteria che mi hanno impressionato? Maggiore dello Spezia, Diaw del Cittadella e Lisi del Pisa, che pensavo facesse il quinto e invece è un terzino che spinge con una continuità notevole. Ho visto la partita di Maggiore contro il Pescara, ha avuto otto/nove occasioni da gol.

Ai tifosi dico che non vedo l’ora di tornare in campo e uscire dalle sabbie mobili. Non avete ancora visto il vero Deli”.

bonus
Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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