Monza, Dany Mota: “Prima la Serie A, poi il Mondiale”

MONZA, DANY MOTA HA GLI OBIETTIVI CHIARI

DANY MOTA MONZA – Protagonista di un’intervista con la Gazzetta dello Sport, sono diversi gli argomenti toccati da Dany Mota, attaccante del Monza: “Con il Como è stata la svolta? Pian piano ci stiamo arrivando, segnano un po’ tutti, anche perchè il mister cambia spesso giocatori ed è importante per il gruppo. Tutti giochiamo. 

Mi sono strappato nella finale degli Europei U21, poi ho avuto un altro guaio muscolare. Rientrare così nel derby però ha dimostrato che ora sto bene. Le grandi aspettative dopo gli Europei U21? È normale, quando fai bene e ti metti in mostra, tutti si aspettano tanto. L’importante è essermi ripreso bene, avanti così, ma sia chiaro: due gol non bastano. La mia valutazione è schizzata? Io non penso a quelle cose, sono questioni della società. È normale che se ne parli, quando fai bene è così, poi magari non segno più e non valgo nulla.

Come mi sentivo la scorsa stagione con Balotelli e Boateng? Io non sono una stella. Era il mio primo vero anno in B dopo l’Entella, mi sentivo un po’ chiuso, eravamo in tanti. Ma la colpa è mia, dovevo segnare di più. Il mio obiettivo è quello di andare in doppia cifra. Ho un premio speciale? Me lo sono dato da solo. 

Un altro attaccante a gennaio? Sarei contento, sarebbe un aiuto per la squadra. La concorrenza fa bene, è un problema se non c’è. Chi vorrei accanto tra i bomber della B? Mi piacciono Tutino e Coda, ma come partner vanno bene quelli che ci sono qui, nel Monza abbiamo i migliori. 

Cos’è cambiato per me da Brocchi a Stroppa? Adesso posso stare più vicino alla porta, prima svariavo di più. È cambiato tanto, anche negli allenamenti. Sono bravissimi entrambi e io riesco a crescere. Il numero 47? È il quartiere dove sono nato in Lussemburgo. Ma presto la mia famiglia tornerà a Oporto. Tifo Porto? No, Benfica.

La patente? L’ho presa, non ci avevo mai pensato, avevo la ragazza che mi portava allo stadio. Ora sono single e quindi ho dovuto farla. Vivo a Concorezzo, ho un cagnolino, Oscar. È più importante lui di una fidanzata, e meno male che ho una vicina che me lo tiene quando vado in trasferta. 

Chances con la Nazionale maggiore? Sono in ballo, dopo gli Europei mi hanno detto che il percorso è quello. Però la concorrenza è tosta: Diogo Mota, Andrè Silva, João Felix e Leao. Con Rafael eravamo in camera insieme agli Europei, adesso ci vediamo a Milano. 

Cosa scelgo tra il Monza in A e i Mondiali, playoff permettendo? Facile: prima il Monza in Serie A, e se succede credo che in Qatar potrò andarci anche io. E comunque ai playoff speriamo di non beccare l’Italia. Cristiano Ronaldo? Con me è stato perfetto in quei sei mesi alla Juve. Quando sono arrivato mi conosceva già e mi ha sorpreso. Trasmette mentalità vincente, dice di coltivare il talento, di lavorare tanto e di volere sempre di più. Infatti nelle partitelle, quando giocavo con lui, ho sempre vinto. E quando ero contro, ho sempre perso. Fuori dal campo scherzava più di Balotelli. Se mi ha consigliato lui di farmi assistere da Mendes? Sì, mi ha fatto piacere“.

Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.